Attività paralizzata per l'incertezza sui dirigenti. Il «pasticciaccio» della riforma voluta da Rutelli Non è «spoils system» (per cui «balla» invece la poltrona della Galloni): errori formali nelle nomine dell'ex ministro Beni culturali: «Pronto, ufficio del direttore regionale Prosperetti?». «Sì, l'ufficio è quello, ma il direttore è Marchetti». «Come, l'ex direttore?». «No, non l'ex, l'attuale. Ex direttore, semmai, è Prosperetti...». Cronaca esatta di una telefonata nell'ufficio di uno dei più alti dirigenti del ministero per i Beni culturali, ministero che sta vivendo giorni di vero caos in tema di nomine di dirigenti e superdirigenti. Anche se non si tratta (solo) dì spoils system post cambio di governo. Un caos tale, che lo stesso ministero, interpellato tramite i canali ufficiali, non sa bene cosa rispondere. Manca, in proposito e per scelta voluta, ogni comunicazione, e la cosa solo in parte è dovuta al passaggio di ministri (in via del Collegio romano non è stato ancora nominato il nuovo capo ufficio stampa). Il vero problema e la complessità di una materia amministrativa che i precedenti responsabili non hanno saputo gestire e che sta affossando il Mibac sotto una valanga di ricorsi. Il caos, va detto, non riguarda l'attuale ministro Sandro Bondi, il quale piuttosto ha ereditato un intrigo di sapore kafkiano, matassa che ora dovrà per forza provare a sciogliere (ci sta lavorando fitto, soprattutto tramite il capo di gabinetto Salvatore Nastasi). Fatto sta: l'ex direttore regionale (carica da numero uno, per capirsi) del Lazio Luciano Marchetti, che era stato spostato alla direzione regionale in Emilia, da 48 ore è tornato direttore regionale del Lazio. La direttrice generale per Paesaggio, arte e architettura contemporanee (e in quanto tale, numero uno anche del Maxxi di via Guido Reni), Carla Di Francesco, non è tornata dov'era (Milano) ma è andata in Emilia, posto lasciato libero da Marchetti. Al posto di Marchetti, era stato nominato direttore regionale del Lazio l'architetto Francesco Prosperetti - uomo che gode di stima a 86o gradi - che ora (la sua ex «casella» in Calabria nel frattempo è stata occupata con altra nomina in extremis) è in vacanza, ma in predicato di diventare (notizia non ufficiale, ma conferme arrivano da molte fonti), lui, il nuovo direttore generale per Paesaggio, arte e architettura contemporanee (Maxxi, ora all'interim di Roberto Cecchi, direttore generale per i Beni architettonici e storico-artistici). Un surreale gioco dell'oca al contrario, di cui questa è solo un'estrema sintesi per il territorio di Roma e del Lazio, che da mesi sta paralizzando l'attività del ministero, con dirigenti nominati, spostati, rìspostatì, relegati, che non sanno cosa firmare, se firmare, e se ciò che hanno firmato ha o meno validità. Per riassumere il senso di quel che sta accadendo si può chiedere in prestito la metafora di Libero Rossi, sindacalista e capo della Cgil al Mibac, che parla di «Disastro Rutelliano» (e l'altro sindacato forte alla Cultura, la Uil, segretario Gianfranco Cerasoli, è altrettanto severo). La storia è un po' questa (e il gioco di parole non è purtroppo evitabile): che occorre ore una modifica urgente a una precedente modifica, voluta da Rutelli, che non si poteva fare, almeno per come è stata fatta. A deciderlo, la Corte dei Conti, che alla fine i rilievi sul «decreto ministeriale» del 28 febbraio scorso (modifica dell'articolazione del ministero, tradotto: nomine) li ha fatti eccome, nonostante smentite ai tempi dello staff dell'ex vicepremier. Acqua (quasi) passata. L'effetto di quel decreto ministeriale (Dm), che modificava un precedente decreto vero e proprio (Dpr) è stato annullato, con Bondi costretto a ritirarlo dopo i rilievi della Corte che ha riscontrato molte irregolarità. Non vi è ancora nulla di definitivo, tutto potrebbe cambiare ancora, e fin qui c'entra poco lo spoils system. Da poco Bondi e il suo capo di gabinetto hanno incontrato i sindacati per illustrare gli aspetti della questione. Ma di spoils system si parlerà a breve, in merito stavolta ad altre nomine dirette di Rutelli (16 dirigenti) fatte in favore di funzionari grazie al comma 6. Rumori, in merito, su una poltrona che in particolare «scotta» più di altre: quella della soprintendente ai Beni architettonici di Roma Federica Galloni, fedelissima di Rutelli, la cui promozione suscitò un record di polemiche.
Caos ai Beni culturali. Il balletto delle nomine agita il ministero
Il ministero per i Beni culturali sta vivendo un caos di nomine e spostamenti di dirigenti. L'ex direttore regionale del Lazio Luciano Marchetti è tornato direttore regionale del Lazio dopo essere stato spostato in Emilia. Al suo posto è stato nominato Francesco Prosperetti, che ora è in vacanza. Il ministero è stato costretto a ritirare un decreto ministeriale per motivi di irregolarità, e il ministro Sandro Bondi sta lavorando per sciogliere il caos. I sindacati hanno incontrato Bondi per illustrare gli aspetti della questione. Il caos è dovuto in parte al passaggio di ministri e alla mancanza di comunicazione, ma anche a errori formali nelle nomine.
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