Bondi finisce in un litigio Firenze-Cosenza per un filosofo di 500 anni fa Roma. L'ultima storia di campanilismo all'italiana vede protagonista un filosofo calabrese nato cinquecento anni fa, Bernardino Telesio, e una città, Firenze, che a Cosenza qualcuno comincia a vedere come una persecuzione. I cosentini giurano che nel 2003 il Cosenza Calcio venne escluso "senza alcun motivo" dai campionati professionistici per favorire i viola di Della Valle, reduci da un fallimento. Ma dopo quello calcistico, dalla Toscana è arrivato un secondo tentativo di "scippo" sventato appena in tempo dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. L'inizio della commedia è a marzo, quando secondo procedura il sindaco calabrese Salvatore Perugini e il rettore dell'Università Giovanni Latorre stanno preparando un progetto di "celebrazioni internazionali" per festeggiare degnamente "una delle poche glorie abbastanza recenti della nostra città", come dice Latorre al Foglio. Entro il 31 marzo bisogna proporre alla consulta per le celebrazioni (presso il ministero) il progetto di comitato che gestirà i (molti) fondi destinati all'evento. Pochi giorni prima della scadenza però, sindaco e rettore sono invitati a una riunione da un certo "Comitato nazionale per il V centenario della nascita di Bernardino Telesio". Insospettiti dal fatto che un comitato con lo stesso nome lo stessero già formando loro, scoprono che la gestione dei fondi era appena stata attribuita dal ministero (allora di Francesco Rutelli) all'Istituto di studi sul Rinascimento di Firenze. Particolare non trascurabile, però, è che questo comitato era stato istituito undici giorni prima del termine ultimo per la presentazione delle domande, il 20 marzo. Ma come, si chiede il rettore, già a Cosenza abbiamo poco, pure quel poco ci devono togliere? Così quando il rettore dell'Università di Firenze, Marinelli, lo chiama per "comporre questa cosa" riceve un "non componiamo un bel niente" in risposta, degno esempio di federalismo culturale de noantri. Come se non bastasse, poi, l'istituto fiorentino ha usato il nome dell'Università e della città di Cosenza per ottenere l'incarico. Quando è troppo è troppo. "Volevamo essere valutati per le nostre proposte - spiega il professor Latorre - valutati e al limite scartati; ma non essere presi nemmeno in considerazione, no. Tanto più che il nostro progetto comprende personalità importanti del mondo accademico e ha respiro internazionale". E comunque Telesio era di Cosenza. La scelta dell'istituto di Firenze è uno smacco troppo grande: università e città fanno così ricorso al Tar (capitolo immancabile in ogni storia all'italiana dei giorni nostri); intanto il governo cade e cambia. Al soglio della cultura approda il poeta Sandro Bondi, che decide di entrare in conflitto di interessi con le sue origini toscane e ferma tutto (su consiglio dell'Avvocatura di stato). Entro fine settembre la consulta per le celebrazioni deciderà quale progetto sia più degno per ricordare il filosofo scomparso. E assegnerà i fondi. Se gli si chiede perché sia successo tutto questo Latorre sospira: "E che le devo dire? Siamo in Italia. Cosenza è ben poca cosa rispetto alle potenze toscane". Ma adesso Cosenza se la può giocare. "Magari poi il progetto di Firenze è migliore del nostro" conclude. Ma il fair play dura poco: "Ma se la consulta è oggettiva vinciamo noi".
Pasticcio straitaliano per le celebrazioni di Bernardino Telesio
Il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, e il rettore dell'Università Giovanni Latorre stanno preparando un progetto di celebrazioni per il V centenario della nascita di Bernardino Telesio, un filosofo calabrese. Tuttavia, l'Istituto di studi sul Rinascimento di Firenze ha già ricevuto l'incarico di gestire i fondi destinati all'evento, utilizzando il nome dell'Università e della città di Cosenza. Il rettore Latorre e il sindaco Perugini si sentono ingiustificatamente esclusi e decidono di ricorrere al Tar. Il governo, guidato dal ministro Sandro Bondi, decide di fermare il progetto di Firenze e di assegnare i fondi alla città di Cosenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo