I carabinieri dovranno stabilire se i 726 posti auto sono compatibili con le caratteristiche della collina Il tema è uno dei più controversi: il parcheggio nel cuore del Pincio. L'inchiesta è iniziata alla fine dell'anno scorso, ma solo in questi ultimi giorni sembra vicina a una svolta Le verifiche riguardano il rispetto dei vincoli architettonici e storico-paesaggistici e i possibili danni ai capolavori del Valadier, ma alla fine potrebbe essere messa in discussione anche la regolarità dell'appalto. Insomma: il pm Paolo Giorgio Ferri, esperto di opere d'arte (suo il processo all'ex direttrice del Paul Getty Museum, Ma-rion Trae), ha affidato ai carabinieri un compito complesso: stabilire se i 726 posti auto fortemente voluti dalla maggioranza guidata da Walter Veltroni sono compatibili con le caratteristiche della collina destinata a ospitarli. I militari avrebbero già consegnato alla procura una prima relazione (il cui contenuto è top secret) e il pm li avrebbe incaricati di avviare una seconda franche di indagini, più approfondite. All'origine dell'inchiesta ci sarebbero alcune denunce, in particolare quelle presentate da Italia nostra a settembre 2007. Nella prima, l'associazione elenca i danni che il parcheggio potrebbe provocare alle opere d'arte. La terrazza del Pincio, si spiega nell'esposto, non può essere presa in considerazione senza il suo contenuto: all'interno ci sono le costruzioni di ingegneria idraulica realizzate dal Valadier per permettere all'acqua di filtrare senza rovinare il monumento. Nell'altra denuncia la sezione romana di Italia nostra, presieduta da Carlo Ripa di Meana, lamenta la violazione dei vincoli, imposti per la prima volta dalla legge del '39 e ribaditi dal recente testo unico. Nei prossimi giorni l'avvocato Vanessa Ranieri, per conto dell'associazione, consegnerà alla procura una consulenza redatta dal «Centro ricerche studi sperimentali per le geotecnologie» dell'università di Chieti e Pescara. Nella relazione due docenti dell'ateneo, Patrizio Signanini e Mario Luigi Rainone, sottolineano le carenze progettuali del parcheggio dal punto di vista idrogeologico. Una volta costruito una eventuale esondazione del Tevere, sostengono gli esperti, metterà a rischio sia il monumento, sia i cittadini. Perché la collina è vicina non solo al fiume, ma anche alla falda acquifera E perché già durante la fase delle trivellazioni potrebbero essere provocati i primi danni.
ROMA -Pincio: la prima relazione è già in Procura. Verifiche sul rispetto dei vincoli architettonici e ambientali e sulla regolarità dell'appalto
I carabinieri stanno indagando se i 726 posti auto previsti per il parcheggio nel cuore del Pincio sono compatibili con le caratteristiche della collina. L'inchiesta riguarda il rispetto dei vincoli architettonici e storico-paesaggistici, nonché i possibili danni ai capolavori del Valadier. La procura ha già ricevuto una prima relazione dai carabinieri e li ha incaricati di proseguire le indagini. L'origine dell'inchiesta è legata a denunce presentate da Italia nostra, che lamentano i danni potenziali alle opere d'arte e la violazione dei vincoli imposti dalla legge del '39.
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