Con lo spettacolo della «Fura dels Baus» nel Porto Antico Genova nella notte di Capodanno ha varcato mon solo simbolicamente la porta che dischiude il suo «anno più lungo» ovvero il 2004, durante il quale sarà, con la francese Lille, Capitale Europea della Cultura. Genova, a differenza di Firenze, Roma, Venezia, Napoli e Palermo non è stata né nell'epoca antica, né nel Medioevo e nel Rinascimento una «città d'arte». Sino a pochi anni fa i suoi edifici storici e i complessi architettonici della stessa città medievale (uno dei centri storici più estesi d'Europa, con oltre 30 mila abitanti residenti abituali) erano regolarmente occupati da attività operative di ogni tipo, dalle banche agli uffici marittimi ai laboratori artigiani, o comunque adibiti ad abitazioni. Né i palazzi sfarzosi delle grandi famiglie sono stati mai teatro di mecenatismo, né convegni di circoli intellettuali. I genovesi, com'è noto, hanno inventato, nel XIII e nel XIV secolo, il «moltiplico» per gli investimenti pubblici e soprattutto privati, la cambiale con lo «sconto», hanno perfezionato in maniera sofisticata il gioco delle lettere di credito, del cambio della valuta e delle raffinate tecniche di assicurazione e di brokeraggio, oltre a dar vita, nel Quattrocento, al Banco di San Giorgio -definito da Nicolo Machiavelli «Stato nello Stato» - dove il debito pubblico e il credito crearono la più complessa organizzazione bancaria e creditizia dell'Europa mediterranea che resse, in attivo, per quattro secoli. Così, in questi anni è maturata un'attesa dell'Evento assai carica di significati e di simboli. Il primo, come ha ribadito ancora nei giorni scorsi l'assessore alla promozione di Genova Capitale Anna Castellano, è stato «l'esigenza di scaricarci di dosso in fretta gli stereotipi del passato». Vale a dire la scarsa propensione per la cultura, recuperando un impegno, avviato con le celebrazioni colombiane del 1992 che furono, a essere sinceri, un mezzo flop, ma che ruppero lo «schema maligno» (l'espressione è del sindaco diessino Giuseppe Pericu) d'una città immobile e dalle quali «decollò la complessa operazione di ridisegnare la vecchia urbanistica e le sue funzioni», Nella multiforme realtà che costituisce il vasto programma di «Genova 2004:» si mescolano due filosofie che, per il momento, non sono in contrasto tra di loro. La prima, che ha già funzionato egregiamente per il 2001, anno in cui Genova ha ospitato il G8 (le manifestazioni drammatiche di piazza sono un altro problema), è la politica di recuperare con il massimo sforzo finanziamenti straordinari dallo Stato per interventi importanti sul tessuto urbano. La seconda, filosofia è la predisposizione di eventi culturali coerenti alla storia e alla struttura della città. Della prima linea d'azione il fautore più convinto è lo stesso sindaco: «Non sono attratto dall'effimero -dice - ma punto agli interventi che restano e che modificano realmente la città e anche il contesto sociale ed economico». Per questo, Genova è una sorta di cantiere a cielo aperto continuo: si stanno realizzando le pedonalizzazioni delle storielle vie Balbi e Lomellini e Caironi, collegate al cuore del centro cittadino già ristrutturato durante il G8; si lavora nel Porto Antico per dar vita a una grande sistema di Musei del Mare collegati all'affollatissimo Acquario; si scava freneticamente nel sottosuolo per allungare il percorso della Metropolitana; si realizzano centinaia e centinaia di parcheggi fai-da-te; si reastaurano facciate, palazzi storici e si sta realizzando un grande complesso museale in via Garibaldi, già Strada Aurea nel XVII secolo, al fine di razionalizzare l'esposizione di tutto quanto ha valore storico e artistico a fini culturali e turistici. Nel Porto Vecchio, non più utilizzabile a livello mercantile, sorgono alberghi, ristoranti, centri culturali, luoghi di svago. Si dilata la Fiera Intemazionale e aumentano i posti-barca, Si mettono a punto soluzioni avveniristiche per i nodo autostradale («bretelle», viadotti, raddoppi, tangenziali, Pericu insomma vuole lavorare perché si facciano cose destinate a «restare». La seconda fase, guidata dall'assessore Anna Castellano e da un gruppo di organizzatori quarantenni, punta a una serie di eventi culturali che dovrebbero fare da volano per imporre negli anni successivi Genova come città «anche» turistica. L'appuntamento di maggior rilievo è certamente la mostra «L'età di Rubens: dimore, committenti e collezionisti genovesi» che sarà ospitata al Palazzo Ducale dal 20 marzo all'11 luglio. La seconda grande mostra sarà «I Transatlantici» e troverà più sedi ai Magazzini del Cotone, nei Musei del Mare e alla Stazione Marittima (durerà dal 19 giugno sino al 1 novembre). Il terzo grande appuntamento, curato da Germano Celant, il coordinatore artistico di tutto il 2004. sarà la mostra a Palazzo Ducale «Arti e Architettura: 1900 - 2000) aperta dal 2 ottobre sino al 9 gennaio 2005. In seconda fila ci saranno anche eventi «non meno interessenti», sempre secondo l'assessore Castellano: un convegno su Leon Battista Alberti, nato appunto a Genova, la mostra e il convegno sul Sacro Mandylion (una sorta di piccola «sindone», conservata in una antica chiesa di Genova), un convegno su dilagali e la Bibbia, un convengo sul moderno design, una ricostruzione storica sugli antichi palazzi, l'inaugurazione del Museo dei Parchi di Nervi. Il leit motiv di ogni iniziativa sarà, spiega l'assessore Castellano, «il viaggio», un tema che viene definito «connaturato al dna della città e dei suoi abitanti», un viaggio carico di «concrete metafore», quelle che dovrebbero caratterizzare il XX secolo.
La cultura ti fa bella
Genova, città che non ha mai avuto una grande tradizione culturale, è stata scelta come Capitale Europea della Cultura nel 2004. L'evento è stato preparato con un piano di interventi urbanistici e culturali, che include la ristrutturazione del Porto Antico, la creazione di nuovi spazi culturali e la promozione di eventi come mostre d'arte e convegni. L'assessore alla promozione di Genova, Anna Castellano, ha spiegato che il viaggio è il tema centrale dell'evento, che è connaturato all'anima della città e dei suoi abitanti. L'evento include anche la mostra "L'età di Rubens" e la mostra "I Transatlantici", e si prevede che Genova diventi una città turistica importante.
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