Le suore sfrattano la scuola Per la palazzina del 1730 chiesti 8.500 euro al mese "Potrebbe ospitare ricevimenti" Sul cancello della scuola elementare statale San Pio X, ospitata nei corpi moderni della settecentesca Villa Adriana, cè un cartello che invita i genitori a tornare il 19 giugno per visionare lelenco degli allievi ammessi. Quello che non cè scritto è che la scuola dovrà sbaraccare al più presto perché Villa Adriana è da alcuni giorni sul mercato degli affitti. Ma nessun cartello di "affittasi" è visibile sul prospetto. Le suore francescane missionarie di Assisi dellEucarestia battono cassa e hanno già inviato lo sfratto al Comune. Per 180 alunni del circolo didattico San Lorenzo comincia la girandola del trasloco: una matassa che è chiamato a dipanare lassessore comunale al Patrimonio, Pippo Enea. Villa Adriana è in affitto per la rispettabile cifra di 8.500 euro al mese. Due livelli, 2500 metri quadrati di superficie coperta, venti vani con affreschi depoca, cucina, ripostiglio e servizi: dice così linserzione, finita curiosamente sotto la categoria dei "complessi industriali", che garantisce un edificio "in ottimo stato". Per la verità qualche lesione nel prospetto non manca, i vasotti sul coronamento superiore sono ancorati con staffe metalliche, in compenso i tetti sembrano rifatti. Ma in tempi di crisi del mattone - cè da chiedersi - a chi può interessare lavviso pubblicato sul catalogo mensile di Tecnocasa? «La villa non è disponibile per uso abitazione» - taglia corto unimpiegata al telefono - ma solo come sede per ricevimenti». Posta in fondo a viale Strasburgo, proprio a ridosso della stazione ferroviaria di San Lorenzo e confinante con un deposito militare, la villa si presterebbe bene al nuovo utilizzo, perché dispone di ampi spazi retrostanti da adibire a parcheggio. Sempre che la Soprintendenza ai Beni culturali dia il benestare per una diversa destinazione duso. Villa Adriana, anticamente nota come Villa Cassaro, fu costruita intorno al 1730 dal "maestro razionale" del Regno Paolo Spinelli. Successivamente passò nelle mani di Maria Cristina Lucchesi, vedova di Ottavio Gaetani, principe del Cassaro. Priva di uno scalone esterno, presente invece in molte altre ville dei Colli, fu probabilmente rimaneggiata e adeguata ai nuovi canoni stilistici. La villa, con un prospetto intonacato, scandito da lesene con fastigi e vasotti e un ingresso monumentale decentrato, rappresenta un esempio dellarchitettura barocca in transizione verso il neoclassico. Al piano nobile sono gli affreschi del pittore Vito DAnna, che curò anche i decori della vicina Villa Resuttano e affrescò Villa Filippina. Leventuale affittuario che dovesse decidere di trasformare ledificio in una sala ricevimenti dovrà probabilmente fare a meno di chiamarla Villa Adriana. Con lo stesso nome, anche se a Cinisi, cè già una ditta. E si occupa proprio di ricevimenti e banchetti.