La Finanziaria varata dal Parlamento su proposta del governo nelle scorse settimane contiene un piccolo ma significativo paragrafo dove si stanziano i fondi necessari per mantenere in servizio tutti i lavoratori precari che si occupano della custodia di musei e gallerie. In Toscana si tratta di oltre 400 persone il cui impiego è stato ora prorogato di almeno un anno. Tanto per fare un esempio, agli Uffizi, una delle principali gallerie d'arte del mondo, più della metà degli custodi sono precari. I fondi stanziati dal governo Berlusconi, però, non sono bastati a rasserenare il clima fra le centinaia di precari presenti nella regione. Anche perché a livello locale nessuno si è preso la briga di comunicare ufficialmente la proroga e nessun contratto è stato sottoposto alla firma dei lavoratori. Tanto che ieri, primo giorno di apertura dell'anno per i musei, Uffizi, galleria Palatina, museo dell'Accademia e altri importanti luoghi d'arte hanno rischiato di chiudere inaspettatamente, se i precari d'intesa con i sindacati provinciali - con grande senso di responsabilità non avessero deciso di recarsi ugualmente al lavoro. Senza che nessun ordine di servizio prevedesse il loro impiego, centinaia di dipendenti hanno, dunque, lavorato anche ieri. «Ci aspettavamo una comunicazione da parte della Soprintendenza - fa sapere il Movimento dei precari, che riunisce iscritti di diversi sindacati - considerando che il contratto con il Ministero per i beni culturali scaduto il 31 dicembre non era ancora stato rinnovato. Invece, sono passati i giorni e non è successo niente». La mancata proroga del contratto ha provocato uno stato di agitazione del personale precario che però non si è trasformato in sciopero. La situazione si è calmata soltanto poco dopo le 13,30 di ieri quando il soprintendente al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ha firmato un ordine di servizio, per il «personale di sorveglianza giubilare» ed gli «assistenti tecnici museali». Nell'ordine di servizio si precisa che «la legge finanziaria 2004 prevede la proroga dei contratti del personale a tempo determinato fino al 31 dicembre 2004». La proroga dei contratti era stata sollecitata anche dai sindacati confederali, tanto che il segretario provinciale della Uil, Enzo Feliciani, aveva incontrato in mattinata proprio Paolucci per capire meglio i cardini della questione. Il prolungamento di un anno del contratto dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni. I timori dei sindacati riguardavano anche le coperture assicurative in luoghi di massiccia presenza turistica: difficile capire come tali garanzie potessero coprire i lavoratori senza un contratto ufficiale. «È incredibile come leggerezze del genere accadano anche quando il datore di lavoro è lo Stato e quando non ci siano problemi economici alla base», sostiene un lavoratore precario che, come i colleghi, con grande senso di responsabilità ieri si è recato ugualmente a lavoro. «L'importante è che la questione si sia chiusa - sentenza un altro dipendente precario - anche se dispiace ravvisare come la questione del precariato debba ancora essere risolta in modo strutturale».