Esportati illegalmente dipinti autentici o copie di grandi pittori del periodo rinascimentale. Indaga la polizia Giro di affari di 60 milioni di euro. Coinvolto anche un noto avvocato prima fermato e poi rilasciato Una presunta maxi truffa legata a un traffico internazionale di opere d'arte. Un giro d'affari di circa 60 milioni di euro quello finito sotto la lente della procura di Macerata. Un'indagine che vede coinvolti diversi personaggi eccellenti della provincia, tra cui un noto avvocato maceratese, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e rimesso in libertà dopo poche ore. Le indagini sono state condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Ancona e al momento, sul caso, è mantenuto il massimo riserbo. Di certo c'è che martedì sera i poliziotti avevano fatto scattare le manette ai polsi di tre persone: Paolo Biondi, ex vigile urbano di Camerino in pensione e pilota di ultraleggeri (lavoro svolto all'estero), e due spagnoli, Andreu Perez e sua moglie Alegre Ibayarri. Quest'ultima, però, è stata scarcerata nella tarda serata di ieri. Tutti e tre sono difesi dagli avvocati Chiara Frinconi, Rossano Romagnoli e dal dottor Matteo Frinconi dello studio legale di Alfonso Valori. Il sostituto procuratore Antonella Redaelli, titolare dell'inchiesta, contesta a vario titolo i reati di truffa aggravata ed esportazione illegale di opere autentiche o copie del periodo rinascimentale di quadri di grandi artisti come il Parmigianino, Veronese, Rubens e Leonardo da Vinci. L'indagine vede coinvolti anche un geometra di Camerino, un pensionato dell'Anas residente a Comunanza, un imprenditore di San Severino. Ma vi sarebbero anche altre persone finite nel mirino della procura. In merito al coinvolgimento del noto avvocato, il legale Massimiliano Baldassini (suo difensore insieme all'avvocato Marco Manfredi del foro di Ancona), prima della revoca del fermo, aveva diramato una nota stampa per sottolineare l'estraneità ai fatti del suo assistito. "In relazione alla vicenda che vede coinvolto il mio assistito - si legge nella nota - auspico una sollecita fissazione dell'udienza di convalida, onde far emergere come il mio cliente, totalmente estraneo alla vicenda, si è limitato ad assistere, a titolo di amicizia, la famiglia proprietaria di un importante dipinto. I proprietari, peraltro, agivano nell'occasione per il tramite di altro professionista. Il mio cliente doveva sostanzialmente vigilare, affinché le trattative si svolgessero in modo corretto e rispondente alla vigente normativa. Il dipinto di cui trattasi è stato solo visionato, e mai è stato parlato di denaro, né dell'asporto dell'opera. Laddove si fosse effettivamente giunti ad un accordo, lo stesso sarebbe stato successivamente consacrato per iscritto, quindi, l'operazione sarebbe stata notificata alla competente soprintendenza, con le modalità imposte dalla legge. Si precisa, inoltre, che l'opera d'arte di cui si parla è di notevoli dimensioni, ma non vi era alcun mezzo idoneo al trasporto; appare evidente, quindi, che il dipinto dovesse rimanere nel caveau della banca. Il mio cliente, in ogni caso, nulla sa di eventuali accordi tra le parti". DANIEL FERMANELLI,
MACERATA - Traffico di opere d'arte, arresti eccellenti
Un'indagine della procura di Macerata ha scoperto un giro d'affari di circa 60 milioni di euro legato all'esportazione illegale di dipinti autentici o copie di grandi pittori del periodo rinascimentale. Il caso coinvolge diversi personaggi della provincia, tra cui un noto avvocato maceratese, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e poi rilasciato. Tre persone, tra cui un ex vigile urbano e due spagnoli, sono stati arrestati e sono difesi dagli avvocati Chiara Frinconi, Rossano Romagnoli e Matteo Frinconi. L'indagine contesta reati di truffa aggravata ed esportazione illegale di opere autentiche o copie del periodo rinascimentale.
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