La sintesi sarà banale, ma è certo efficace: vince il "cartellone selvaggio". A quindici anni dall'emanazione del Nuovo codice della strada, che avrebbe dovuto mettere ordine nella jungla volgare e arraffona della pubblicità stradale extraurbana, la situazione è sconfortante. Non c'è strada provinciale o statale che parta da Milano senza il corredo ingombrante, abusivo e spesso pericoloso (molti importanti segnali stradali sono "oscurati" dai pannelli pubblicita-ri) dei cartelloni che - quasi tutti abusivi -segnalano, decantano, sproloquiano su questo o quel prodotto, questo o quel marchio, questa o quell'azienda. «Con un'immagine di disordine ambientale e di illegalità che risulta ancora più desolante al ritorno da un viaggio all'estero, perché questo deprimente spettacolo non ha eguale oltre confine». Le parole tra virgolette sono della sezione milanese di Italia Nostra, che denuncia il degrado e nello stesso tempo segnala i soggetti coinvolti (quantomeno per indifferenza) nel problema. "dimostrazione" questo itinerario: soprattutto ora che Milano è proiettata verso l'Expo 2015, sul Naviglio - il cui tracciato si affaccia su aree agricole inserite nel Parco Agricolo Sud ed è affiancato da una delle più belle e frequentate piste ciclabili della provincia - si sprecano chiacchiere e progetti. «Dunque - deduce secondo logica Italia Nostra -, un itinerario che dovrebbe essere oggetto di specifica tutela, è invece uno straordinario esempio di incuria e illegalità». Una prima ricognizione lungo le strade umiliate dal "cartellone selvaggio" è stata ovviamente già fatta, ma ora Italia Nostra lancia la campagna "Spazio Libero", operazione di monitoraggio dell'abusivismo su uno degli assi stradali a maggior tasso di illegalità e, paradossalmente, più meritevoli di tutela del territorio milanese: l'alzaia del Naviglio Grande tra Milano e Abbiategrasso, lungo la provinciale 59 e la ex statale 494 Vigevanese. L'abusivismo pubblicitario lungo questa direttrice, che interessa i Comuni di Corsico, Trezzano sul Naviglio, Gaggiano, Vermezzo e appunto Abbiategrasso, è - dice Italia Nostra - sconcertante. E non a caso è stata scelta per una "dimostrazione" questo itinerario: soprattutto ora che Milano è proiettata verso l'Expo 2015, sul Naviglio - il cui tracciato si affaccia su aree agricole inserite nel Parco Agricolo Sud ed è affiancato da una delle più belle e frequentate piste ciclabili della provincia - si sprecano chiacchiere e progetti. «Dunque - deduce secondo logica Italia Nostra -, un itinerario che dovrebbe essere oggetto di specifica tutela, è invece uno straordinario esempio di incuria e illegalità». Con "Spazio Libero", Italia Nostra intende avviare tra il 21 giugno e il 21 settembre «una stagione di ripristino della legalità e della decenza, contattando direttamente gli enti coinvolti e in particolare i sin-daci del Comuni, la Provincia, gli organi di polizia locale (in materia, anche questi sonnecchiano non poco, ndr), perché facciano il loro dovere». Il 21 giugno, quindi, gruppi di volontari batteranno la pista che abbiamo detto, documentando ogni abuso, per poi lasciare una petizione ai sindaci interessati. Il 21 settembre Italia Nostra ripercorrerà lo stesso itinerario, e l'indomani presenterà il risultato della campagna, anche annunciando iniziative legali contro gli enti e le ditte inadempienti. «Faremo azione sul ministero dei Beni Culturali - dice il presidente della sezione di Milano, Luca Carra -, perché all'Expo del 2015 si arrivi a una situazione che non ci faccia vergognare troppo». Chi volesse partecipare come volontario a "Spazio Libero" (il nome si richiama a certi annunci sui cartelloni in bianco), può scrivere una mail a milanoitalianostra.org. L'esperienza sarà senz'altro istruttiva: si vedrà come in Italia il giro d'affari della pubblicità (480 milioni di euro all'anno) non tenga in nessun conto il bene pubblico.