Era stata annunciata nei giorni scorsi l'apertura straordinaria dei musei nel giorno dell'Epifania, come succede in tutta Italia. Ma in diversi musei napoletani i turisti - e gli stessi cittadini - troveranno il cartello «assemblea in corso». I cancelli saranno chiusi il 6 gennaio a San Martino, Sant'Elmo, Capodimonte, Floridiana e Villa Pignatelli, vale a dire le strutture che dipendono dalla Soprintendenza del Polo museale, diretta da Nicola Spinosa. Fallito ieri mattina il tentativo di conciliazione tra i sindacati Flp-Bac Usae, Cgil Fp, Uil, Unsa e la maggioranza Rsu e la Soprintendenza del Polo museale napoletano. Spinosa, denunciano i sindacati, «ha dato forfait rinunciando ad ogni confronto con i lavoratori e anche con il rappresentante del ministero per i Beni e le Attività Culturali, Stefano De Caro», presente invece all'incorno. Strutture chiuse, dunque, dalle 9 alle 11, con possibilità di procrastinare gli orari delle assemblee. «Questa potrebbe essere solo una prima azione nei confronti del Soprintendente del Polo museale napoletano» dice Renato Petra, segretario del Flp Usae». Sembra escludersi, per il momento, che la protesta possa estendersi ad altri musei cittadini. Tanto che il museo archeologico, che proprio il martedì osserva il giorno di riposo, sarà aperto durante l'Epifania, per chiudere il giorno dopo, mercoledì. Motivo della vertenza, dice ancora Petra, è «l'utilizzo di personale di vigilanza volontario per alcune mostre che si stanno tenendo a S. Elmo e Capodimonte, tramite l'associazione Civita che, grazie agli stanziamenti assicurati dalla Regione Campania, utilizza i servizi dell'Avaca, un associazione di volontariato romana. Naturalmente il problema non sta tanto sull'utilizzo dei volontari che, tra l'altro, vengono sottopagati; bensì sul mancato rispetto delle regole. Il Soprintendente Spinosa - conclude il sindacalista - senza confrontarsi con le organizzazioni sindacali autonomamente ha deciso di utilizzare i volontari andando comunque a modificare l'organizzazione e l'orario di lavoro, materie, queste, regolamentate da norme contrattuali ben precise». I sindacati per tornare sui propri passi chiedono il ripristino del tavolo di confronto con Spinosa. Resta da vedere cosa succederà nei prossimi giorni e se soprattutto scatteranno i dispositivi di informazione per non far andare tanta gente a vuoto davanti ai musei e magari trovarseli chiusi senza che nessuno abbia avvisato, cosa già accaduta in passato.