L'anno nero dei musei fiorentini si è appena concluso. Il 2003 si è portato via più di 300mila persone che nell'arco degli ultimi dodici mesi non hanno scelto Firenze. Il soprintendente Antonio Paolucci però non drammatizza: «In una congiuntura di contrazione dei flussi e di minori disponibilità economica, la gente si concentra nei musei più famosi trascurando il resto». Intanto, mentre l'assessore Siliani difende l'operato del Comu-ne, gli operatori turistici chiedono «manifestazioni di maggior prestigio». L'anno nero dei musei fiorentini si è appena concluso. Il 2003 si è portato via più di trecentomila persone che nell'arco degli ultimi dodici mesi non hanno scelto Firenze. Il dato - assolutamente negativo - è stato comunicato ieri mattina dalla Soprintendenza speciale per il polo museale fiorentino. Un comunicato firmato dall'ex ministro Antonio Paolucci commenta molto sinteticamente il risultato conseguito dai musei statali fiorentini: «In una congiuntura di contrazione dei flussi e di minori disponibilità economica, la gente si concentra nei musei più famosi trascurando il resto». C'è da domandarsi, indipendentemente dalla posizione assunta dal sovrintendente Paolucci, se alla base di questa rinuncia non ci sia il declino culturale della città più volte denunciato dal Giornale della Toscana, ma nei confronti del quale Palazzo Vecchio continua a fare orecchi da mercante. È ovvio, infatti, che la crisi congiunturale sia ormai da considerarsi strutturale. Non si tratta più di indicazioni, ma di certezze. L'avvento dell'euro ha penalizzato sicuramente le tasche di tutti, turisti inclusi. Per non parlare dei venti di guerra, delle minacce di attentati. Ma non si può tacere un aspetto: Firenze sempre meno appetibile per il turismo di qualità, Firenze che pretende un superticket dai bus turistici, Firenze sporca quanto hanno influito in questa crisi? E, soprattutto, cosa si è fatto per stimolare il viaggiatore (italiano o straniero) a raggiungere il capoluogo toscano? Quali mostre di rilievo internazionale, quali innovazioni, quali richiami mediatici ha messo in campo Palazzo Vecchio che, ogni giorno che passa, trasla sempre più il motto di «città aperta» in città «svuotata»? Le difficoltà oggettive sono state riconosciute anche dagli operatori del settore turistico, che in questi ultimi tempi hanno più volte sottolineato la perdita di attrazioni nel capoluogo toscano, dove continuano a diminuire proprio gli eventi di rilievo. E allora ecco l'anno nero per i musei statali fiorentini, tutto negli aridi numeri diffusi dalla Soprintendenza. Nel 2003 l'affluenza dei visitatori è calata del 6,30 per cento, pari a 306.338 biglietti venduti in meno rispetto al 2002 (che già non era stato un anno brillante). Le maggiori perdite riguardano soprattutto i musei statali cosiddetti minori - in particolare la Galleria Palatina e le Cappelle Medicee (riaperte da meno di due anni dopo un lungo restauro) -, mentre mantengono le posizioni quelli considerati più importanti, come gli Uffizi e la Galleria dell'Accademia. In totale, nel 2003, sono stati venduti 4.556.732 biglietti di ingresso contro i 4.863.070 del 2002. Tra i più celebri musei statali di Firenze, gli Uffizi sono passati da 1.488.408 visitatori del 2002 ai 1.495.206 del 2003 (più 6.798 persone, pari al 0,46 per cento). Perde posizioni in maniera piuttosto pesante la Galleria Palatina da 416.699 a 369.896 visitatori (-11,23 per cento), così come le Cappelle Medicee da 386.847 a 344.149 (-11,04 per cento). In negativo, anche se di pochi punti percentuali, il dato che riguarda la Galleria dell'Accademia dove si è passati da 1.028.990 a 1.017.884 (-1,08 per cento). Risultati non buoni anche per gli incassi ai bookshop, che hanno perso il 6,21 per cento passando da 7 milioni e 525.000 euro del 2000 ai 7.058.000 euro dell'anno appena concluso. E a dimostrazione di quanto siano importanti eventi e mostre per attirare visitatori è l'inversione di tendenza che si è registrata nel mese di dicembre (5,29 per cento) anche per merito delle mostre organizzate a Palazzo Pitti («La Reggia rivelata» e i «Gioielli dei Medici») che hanno fatto fare un netto balzo in avanti rispetto ai mesi precedenti per quanto riguarda il numero di visitatori sia alla Galleria Palatina (25 per cento) che al percorso unificato Giardino di Boboli-Museo degli Argenti (19 per cento). Ma le cattive notizie riguardano anche i musei comunali. Quest'anno, fino a settembre circa, anche nelle strutture di competenza dell'amministrazione comunale si è verificato un calo di visitatori, con perdite molto significative. La situazione, come è successo a dicembre per i musei statali, è andata migliorando negli ultimi tre mesi del 2003, con segni positivi che riguardavano presenze e incassi. Se la sono cavata tutto sommato il museo dei Ragazzi (anche se non incide sul trend negativo registrato in città), museo visitato soprattutto da fiorentini e toscani. Qualche miglioramento si è ottenuto con l'offerta natalizia proposta dal Comune: un biglietto integrato che comprende Palazzo Vecchio, la Cappella Brancacci e una serie di mostre. Ma è troppo poco.