Oggi a Firenze, Palazzo Strozzi, si svolge il convegno promosso dalla Fondazione per lIstituto Italiano di Scienze Umane "Il museo della città: esperienze e progetti". Introduce Gae Aulenti, coordina di cui anticipiamo un estratto della relazione. Il museo della città deve considerarsi in qualche modo la carta didentità di una realtà sociale, politica, artistica e culturale assai complessa quale è la città. Il problema va affrontato non sulla base delle personali propensioni, ma sulla base dei modelli di musei della città che si sono realizzati nel mondo: i modelli sono per il vero tanti e tutti diversi tra loro. Sia pure con qualche difficoltà proverò a delineare le tipologie dominanti. Il primo dato certo è che quasi tutte le maggiori città italiane non hanno un museo della città o ne hanno di tali che non meritano questo nome: una ragione ci dovrà pur essere - mi sono chiesto - se questa mancanza di sensibilità è così diffusa. La ragione a mio modo di vedere è la seguente: nellOttocento - quando sono incominciate e fiorire queste istituzioni - lorgoglio municipale delle «patrie particolari» di cui diceva Cattaneo era tale per cui creare dei musei della città dové sembrare inutile (...). Negli ultimi decenni un solo museo degno di essere ricordato è nato ed è quello di Santa Giulia a Brescia. Accostiamoci brevemente ai nostri musei che in qualche misura rassomigliano a quello che dovrebbe essere un museo della città: tra i più antichi cè il Museo Nazionale di San Martino a Napoli nato nel 1866, fu rifondato magnificamente a metà del Novecento da Gino Doria, ma esso ha subìto una drastica e poco felice ristrutturazione dopo il terremoto; il Museo della città di Roma di Palazzo Braschi e il Museo Correr di Venezia sono stati completamente ammodernati assai di recente. Questi musei sono in qualche modo delle raccolte civiche dimpianto tardo ottocentesco e con unimpronta dichiaratamente positivista; essi vogliono testimoniare la vita delle rispettive città nei più diversi aspetti: dalla pittura di genere, al vedutismo, ai costumi, alle architetture più rilevanti e ai protagonisti che hanno plasmato la storia civica e la forma urbis con maggior rilievo. Sono nella loro concezione dorigine dei repertori delle virtù civiche in senso lato. Il capostipite di tutti questi musei italiani e non con una secolare storia alle spalle è il Musée Carnavalet di Parigi e possiamo classificarli come musei di prima generazione (...). Esemplare di una seconda e più aggiornata tipologia a me pare lHistorisches Museum der Stadt di Vienna fondato nel 1887 e ora sito in Karlspaltz, in una nuova sede e in un rinnovato allestimento inaugurata nel 2004: quello viennese è il capostipite degli Stadt Museum di molte città (anche piccole) darea tedesca, le quali sono assai spesso dotate di queste istituzioni: da Zurigo a Berlino, da Berna a Monaco. Questi musei hanno come nucleo fondante la storia della città come manufatto a cui ricondurre vicende militari, civili e religiose. Intanto nel corso del tempo sono nati musei della città che mostrano una particolare attenzione alla modernità cioè quelli che mescolano la storia civica alla storia del manufatto urbano successivo alla rivoluzione industriale e post-industriale: segnalerei lAmsterdams Historisches Museum che ha più sedi raggruppate attorno alla splendida Borsa di Peter Berlage (...). Proseguendo in questa sommaria rassegna sono tappe obbligate il Museum of London, nella sede del Barbican Centre e il Museum of City of New York, tra gli ultimi il Museu di Història de la Ciutat di Barcellona. Il museo di Amsterdam e di Helsinki sono musei diffusi in molte sedi. (...). Creare il museo della città è possibile riunendo tutte le sparse vestigia che si riferiscono alla storia di una città e non necessariamente listituzione deve possedere gli originali: come capita in taluni casi. Accanto a questo nucleo documentario è necessario costruire un sistema scientifico e didattico di riferimento e di consultazione; creare una banca dati digitalizzata dotandosi di quegli strumenti che la tecnologia di oggi ci consente di utilizzare.