Lei laveva licenziato, giusto un mese fa. Lui aveva replicato sdegnato: «Non sono la colf» Letizia Moratti aveva tirato dritto per la sua strada: «Ha mancato di rispetto alla giunta e ai cittadini». Ora Vittorio Sgarbi passa al contrattacco: il suo avvocato Giampaolo Cicconi ha inviato a Palazzo Marino una diffida in cui in sostanza chiede a "suor Letizia" - così il critico darte ha ribattezzato il sindaco - di rimangiarsi latto con cui gli ha tolto lassessorato alla cultura. Facile immaginare che la Moratti non faccia una piega. E allora, Cicconi annuncia già un percorso di guerra: se la diffida non otterrà effetto, lui farà ricorso al Tar per ottenere il reintegro dellex assessore e un risarcimento per il danno subito. Due le carte giocate dallavvocato marchigiano: «Il provvedimento con cui Sgarbi è stato rimandato a casa - spiega - è davvero striminzito, poche righe generiche che non bastano per giustificare una mossa del genere. Inoltre, la delega a Sgarbi non era politica». In realtà, la materia è controversa. E la Moratti era ormai al limite dellesasperazione. Così, dopo la delibera mascherata per beffare la giunta e far passare il patrocinio al festival del teatro omosessuale, il sindaco ha congedato lincandescente assessore. Si vedrà. Certo, dopo lestate potrebbe essere il Tar a ridisegnare la mappa della squadra del primo cittadino.