«Un intrico di muri diversificati e orientati diversamente, quel che resta, per ora, dellimpianto di una villa, primo secolo avanti Cristo, su un colle dove si sa che esistevano grandi proprietà che passavano di mano in mano...». Ieri, sul contestatissimo cantiere del (futuro?) parking del Pincio è arrivato anche il soprintendente di Stato ai beni archeologici di Roma, Angelo Bottini. Da qualche settimana non si recava direttamente sullo scavo, diretto dalla «sua» funzionaria Maria Antonietta Tornei, presente anche lei. Entrambi, nei giorni scorsi, avevano spiegato che lattuale stato dei ritrovamenti superava comunque, per estensione, le previsioni fatte durante i sondaggi del 2004. Ieri, Bottini se ne è reso conto in prima persona. E in serata ha spiegato «che questa prima fase di studi, terminata, ci ha permesso di conoscere la planimetria della villa. Il 40 per cento della zona interessata al parcheggio è impegnato da resti archeologici». Il problema, per, estensione a parte, resta soprattutto quello di una «profondità ancora tutta da capire e scoprire» (fondamentale, oltretutto, per procedere con evenutali paratie). Lo scavo prosegue. «Di certo, per ora, si può affermare che sulla sinistra, zona degli ultimi ritrovamenti, dove era previsto in origine uno spazio tecnico e non dei posti auto, questo spazio non è realizzabile». Ecco dunque la modifica del progetto (riduzione?) ormai data, almeno quella, per certa. Bottini spiega anche altro: «Mentre si discute anche di altre altri problemi, opportunità dellopera in generale, aspetti architettonici, politici, noi scaviamo. Da dove ci troviamo ora manca poco per raggiungere la zona del pendio che affaccia sul Muro Torto, dove i sondaggi ci danno resti profondi a ii metri. Si tratta della parte principale della villa, come credo? Di macerie dovute a demolizioni? Ancora non possiamo dirlo» (da qui, lincertezza sul futuro dellopera, tra adeguamento, salvando il trovato, o blocco se si troverà altro di «profondo»). Domanda chiave al soprintendente: resti per i i metri di profondità sono compatibili con i lavori? «No. Ma va detto che quanto trovato finora, avendo già individuato piani pavimentali, compreso un mosaico di due metri quadrati, non pare profondissimo. Mentre la zona degli i i metri, per ora, è esclusa dal perimetro dellopera».
ROMA - Pincio Bottini: Ci sono resti per 11 metri di profondità
Il cantiere del parking del Pincio a Roma è stato visitato dal soprintendente di Stato ai beni archeologici Angelo Bottini. La zona interessata al parcheggio è stata scavata e si è scoperto che il 40% della zona è impegnato da resti archeologici. La profondità dei resti è ancora da capire e scoprire, ma si è trovato un piano pavimentale e un mosaico di due metri quadrati. La zona degli i metri è esclusa dal perimetro dellopera. Il problema è che i resti non sono compatibili con i lavori e la zona del pendio che affaccia sul Muro Torto è ancora da esplorare. Lo scavo prosegue.
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