Cara Europa, vi segnalo questo titolo a tutta pagina, «La cultura è tutta di Forza Italia, coi quale si apre il mensile di Allemandi Il giornale del arte, giugno 2008. Vi si legge che «lintero quadro della cultura viene da un unito partito, ma il suo capo Berlusconi sorvola sul tema nel discorso programmatico. Bondi preannuncia le sue buone intenzioni e vuole riformare gli istituti di cultura allestero». Che ne dite? Può bastare? MARCO LUCIDA, FIRENZE Caro Lucidi, che posso dirle? Forse no, non basta. Ma è presto giudicare un governo a un meno di un mese dal suo insediamento, e dopo due soli discorsi, credo, quelli del presidente e del ministro. Grazie, comunque, della segnalazione: ho letto tutto larticolo, che volta a pagina 4 della rivista con ampia rassegna delle cariche (ministro, sottosegretari, presidenti delle commissioni cultura di camera e senato: sì, Yarrembaggio risponde al titolo). Poi ho letto anche larticolo firmato Gianfranco Imperatori, patron di Civita, che è un pro-memoria per Bondi: «Ministro, mi dia retta, punti sul turismo». Un titolo che più gradito, anzi balsamico, non poteva giungermi. Sono appena tornato, infatti, da un viaggio in macchina, in compagnia di due carissimi amici, che da Roma ci ha portato, in quattro giorni, nell alto Molise-Valle Trigno, nel Gargano e nell'Alta Murgia barese (Minervino, Canosa, Trani). Sulla via del ritorno a Roma, sosta a Montecassino. Tutte bellezze naturali e magnificenze del genio, a me notissime, ma non del tutto ai miei giovani amici. Tuttavia, non le dico i "buchi che lamnninistrazione patria ci ha inflitto e che ha lasciato qualche amaro in bocca a noi "viaggiatori"intenzionati (un po per gioco e un pd no) a imitare i settecenteschi. Premetto che il viaggio ci ha portato nel territorio di tre soprintendenze, Molise, Puglia, Lazio. La perla dellalto Molise, che volevo far conoscere ai miei amici, è Pietrabbondante, lantica Bovianum Vetus capitale della federazione sannita. Il suo gioiello è il teatro sannita-romano, che non solo è il più alto dItalia (sorge a 1550 metri) ma è unico per caratteristiche morfologiche: da qualche migliaio danni ha, scolpite nella pietra viva della montagna, "poltrone" a spalliera anatomica per gli spettatori, che così nelle primavere sacre saranno stati, certo, al freddo sotto le stelle, ma almeno comodi. Bene: il teatro era chiuso, come accade logicamente a una certa ora (ma col sole ancora alto) del pomeriggio. Nessuno nella cittadina sera degnato di indicare gli orari a chi sincammina sulla via del teatro. la stessa cosa, ben più clamorosa, ci è accaduta a Cassino, per la finale del nostro viaggio: giocherellando sui tomanti, siamo arrivati in vetta domenica scorsa alle ore 12,25, ma mentre scendevamo dalla macchina un turista nordico incazzato nero, anzi rosso, ci grida dosed, closed. Chiuso. Ci avviciniamo ai cancelli: chiusura dalle 12,30 alle 15. La domenica. Coi torpedoni dei turisti che riempivano il posteggio e divoratori di panini sul predellino. Eppure, chissà come sarebbero contenti i ristoratori di Cassino se i turisti ne fossero informati prima di ascendere. Forse qualcuno si fermerebbe a pranzare, a meno.che anche i ristoranti non preferiscano il sacro rispetto della chiusura, come i venditori di mozzarelle di bufala: che avremmo comprate nonostante la diossina, se alle 13 i negozi si fossero degnati di restare aperti. Come vede, ministro Bondi, non le ho segnalato grandi cose (ne parleremo, certo, ma tra un po), tuttavia le ho riferito di piccole rotture di scatole inflitte dalla patria al turista. Veda lei, tante volte avesse un pd di mastice per ripararle. Post scriptum. Stando così le cose, ci siamo messi a tutto gas sulìautostrada ealle 15 eravamo -indovini un pò - a Roma, al Pigneto, dove ci hanno fatto pranzare su fogli di carta, sì, ma squisitamente. Fino alle 4 del pomeriggio.