"L'80 delle aree naturali protette regionali versa nelle medesime condizioni del Parco di Veio". Lo ha dichiarato, in una nota, Luigi Camilloni, presidente dell'osservatorio sociale in merito alla situazione dei parchi regionali del Lazio. "La regione Lazio ponga fine al regime transitorio dovuto alla mancanza dei piani d'assetto che dura da oltre 10 anni, cioè dall'entrata in vigore della legge istitutiva delle aree protette fino ad oggi. Ora proprio la mancanza dei piani d'assetto comporta in capo ad ogni ente Parco, cui compete il rilascio del nulla-osta, una certa discrezionalità. Circostanza quest'ultima che, congiunta con la prevedibile impossibilità di cogliere il complesso assetto del territorio, dovrebbe spingere ad una maggiore cautela nell'assenso alle nuove opere. E proprio per questo motivo si rende necessaria ed urgente la redazione e approvazione dei piani d'assetto che limiterà certamente tale discrezionalità. In attesa che siano redatti e approvati i vari piani d'assetto, all'interno delle aree protette, si applicano le misure di salvaguardia.Ora la questione che la regione Lazio dovrebbe chiarire è che se da un lato l'applicazione delle misure di salvaguardia non impediscono gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, dall'altro non consentono le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di carattere strutturale e tale situazione ha come conseguenza quella di impedire addirittura gli adeguamenti alla normative antisismica, con gravi danni ai cittadini già in possesso di concessioni in sanatorie che chiedono il nulla osta per le ristrutturazioni. La regione Lazio dia la possibilità a tutti i cittadini in possesso di concessione in sanatoria di poter sistemare adeguatamente i loro immobili nelle aree naturale protette, tra cui quella del Parco di Veio, senza dover continuare a vedere delle brutture che leggi nazionali hanno legittimato".