«La sala è pensata nuda e tersa, di greca purezza così da esaltare ogni gesto e movimento vivo». Difficile ritrovare lidea che ispirò larchitetto Luigi Moretti, uno spazio sincretico tra architettura, arte ed emozioni, a guardare la Palestra del Duce, allinterno delle Terme al Foro Mussolini o Italiaco, dimenticata da decenni e adibita agli usi più stravaganti. In omaggio alla tesi di Le Corbusier secondo il quale «larchitettura è al di là dellutile» ma anche dellintitolazione, lon. Alessandra Mussolini ha presentato uninterrogazione al ministro dei Beni Culturali Bondi su quali iniziative intenda assumere per tutelare come «patrimonio nazionale darte e di cultura» questa straordinaria opera di architettura. «Non si tratta solo di salvare unopera voluta da mio nonno - spiega lonorevole Mussolini - ma della necessità di difesa di beni e valori che per la loro natura storica non hanno soltanto un significato immobiliare. Piuttosto si tratta di opere di architettura moderna volute per il "gusto della bellezza" e che meritano di essere tutelate e vincolate come patrimonio nazionale darte e di cultura». Anche Bruno Zevi riconobbe le doti eccezionali di Moretti nel creare un salone dalla «luminosità affascinante» anche grazie al rivestimento di marmo tagliato a «pelle di leone» (Mussolini era del segno del leone), al mosaico a terra con il mito di Icaro (allusione al Duce-Sole) e infine, alla leggera scala elicoidale. «Non solo - continua lesponente del Pdl - già nel 2000 molti intellettuali, da Mirella Barracco a Francesco Rosi a Gennaro Sangiuliano e Vittorio Sgarbi, firmarono un "bipartisan" Manifesto in difesa della Palestra a dimostrazione che larchitettura non può essere etichettata come fascista». Linterrogazione della Mussolini sulla Palestra del Duce fa il paio con quella presentata sullo stato di degrado di alcune opere di Predappio. «Anche Rutelli in campagna elettorale parlò di recupero di piccoli segmenti di patrimonio che rischiano di scomparire dal panorama architettonico italiano. Ecco - conclude la Mussolini per scongiurare tale nefasta evenienza occorre avocare la Palestra al patrimonio del Ministero per i Beni Culturali affinchè la recuperi allo splendore del suo primo giorno attraverso un rigoroso restauro filologico».