ROMA Accedere all'area archeologica di Luni, che si trova a poche centinaia di metri dall'autostrada Sestri Levante-Livorno, attraverso un ponte pedonabile e ciclabile senza doversi imbarcare in un largo giro che oggi non incentiva le visite. E' uno dei progetti predisposti dalla commissione "Infrastrutture e cultura", pronto per la realizzazione. Il programma di interventi che prevede, tra l'altro, il miglioramento degli accessi a Villa Adriana (Tivoli) e agli scavi di Ercolano è stato presentato ieri a Roma dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi. I progetti saranno realizzati soprattutto con i fondi provenienti dai lavori pubblici: la Finanziaria del 2002 ha destinato il 3 delle spese per le infrastrutture alla tutela dei beni e delle attività culturali. Si tratta, ha precisato Lunardi, di circa 4 miliardi di euro in dieci anni. Ma il regolamento attuativo deve ancora vedere la luce: il Consiglio di Stato ha, infatti, chiesto di riscriverlo. Il parere. Il ministero dei Beni culturali ha sottoposto ai giudici di Palazzo Spada lo schema di decreto, predisposto insieme alle Infrastrutture. Il Consiglio di Stato (parere interlocutorio 467003) ha, però, chiesto di correggere alcuni punti. I rilievi hanno, in particolare, riguardato i criteri per l'individua.zione, in sede di prima applicazione, degli stanziamenti su cui applicare il 3: lo schema di decreto prevede una limitazione che i giudici hanno ritenuto «arbitraria». Analoghe perplessità esistono sui criteri da adottare una volta che la norma andrà a regime: ecco perché il Consiglio di Stato prospetta "l'opportunità di un approfondimento». Chiarimenti infine, sono stati chiesti sull'intervento di Arcus, la Spa che dovrà gestire i fondi del 3 per cento. Le opere. «Le grandi opere infrastrutturali ha affermato ieri il ministro Lunardi sono state viste come uno strumento di devastazione, mentre devono servire anche per valorizzare il nostro patrimonio culturale e archeologico». Si muovono in questa direzione i progetti predisposti dalla commissione (uno è quello di Luni), ai quali si aggiungono quelli per rendere più facile l'accesso a siti culturali di interesse mondiale (Villa Adriana ed Ercolano rientrano in questo ambito). Tutti interventi da realizzare in sintonia con il ministero dei Beni culturali e prestando particolare attenzione alla qualità architettonica delle infrastrutture e al loro rapporto con il paesaggio. «L'idea è di sviluppare un nuovo rapporto, ha spiegato Lunardi, tra opere pubbliche e cultura. A questo proposito proporrò che diventi obbligatorio per legge allegare ai progetti delle infrastrutture anche la relazione archeologica. Significa offrire nuove opportunità di lavoro agli archeologi, ma anche responsabilizzarli sulle necessità che ha un cantiere in cui sono investiti miliardi di euro». Lo schema del progetto - Le risorse. La Finanziaria del 2002 (legge 289) ha previsto che il 3 degli stanziamenti per le infrastrutture sia destinato alla tutela e agli interventi in favore dei beni e delle attività culturali. Si tratta, secondo il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, di circa 4 miliardi di euro in dieci anni. Le modalità di calcolo e i criteri per l'utilizzo di queste risorse sono affidate a un decreto del ministero dei Beni culturali, di concerto con le Infrastrutture. - Il Consiglio di Stato. Lo schema di decreto è stato sottoposto al Consiglio di Stato per il necessario parere. I giudici di Palazzo Spada hanno, per ora, emesso una valutazione interlocutoria. Si riservano di dare il giudizio finale una volta che i due ministeri adegueranno il decreto ai rilievi fatti dal Consiglio di Stato. Al momento, dunque, i fondi derivanti dal 3 non sono utilizzabili - La commissione. Intanto la commissione "Infrastrutture e cultura", insediata nell'aprile 2002 presso il ministero delle Infrastrutture, ha predisposto un programma di interventi. L'obiettivo è avvicinare i lavori pubblici alle esigenze dell'arte, e viceversa. Dunque, rendere accessibili siti culturali che si trovano in prossimità di grandi infrastrutture (come le autostrade) e, allo stesso tempo, realizzare opere in cui la qualità architettonica non sia secondaria. - I progetti. Anche il diporto rientra tra i progetti da realizzare: la possibilità di disporre di approdi lungo tutta a costa facilita l'accesso alle realtà culturali dell'entroterra. I porti devono diventare, secondo Lunardi, "hub culturali».