Parte il risiko delle opzioni. Il Senato ad Antinoro: scelta entro tre giorni Cintola: azione legale contro lassessore. E cè anche il fratello di Lombardo Il caso delle doppie, anzi triple indennità, lha aperto ufficialmente la giunta per le elezioni del Senato, che ieri laltro ha dichiarato lincompatibilità del senatore Antonello Antinoro con la carica di assessore regionale. E assegnato allesponente siciliano dellUdc il termine stringato di tre giorni per esercitare lopzione: o Roma o Palermo. Antinoro, insomma, per lorganismo di Palazzo Madama, guidato da Marco Follini (Pd) non può più rivestire un incarico plurimo che negli ultimi due mesi gli ha fruttato un compenso complessivo di 55 mila euro: in questo momento Antinoro, oltre a essere componente dellArs e senatore, è pure assessore ai Beni culturali della giunta Lombardo. Antinoro ha già inviato un incartamento in Senato, nel quale esprime una precisa tesi: a suo avviso le norme dello Statuto siciliano prevalgono anche sulla Costituzione, e di conseguenza almeno la carica di assessore (se non quella di parlamentare regionale) può cumularsi con quella di senatore. Intanto, il ritardo di Antinoro nella scelta del seggio da mantenere ha suscitato la protesta formale del primo dei non eletti per lUdc sia allArs che al Senato: Salvatore Cintola ieri ha inviato una lettera al presidente dellAssemblea Francesco Cascio, chiedendo che Antinoro sia dichiarato decaduto dalla carica di deputato regionale e di potergli subentrare. Uniniziativa che poggia su un parere preparato dallavvocato Girolamo Rubino, secondo il quale lassessore ai Beni culturali ha mantenuto in regime di prorogatio - senza interruzione dalla scorsa allattuale legislatura - la qualifica di deputato regionale e labbia persa il 29 maggio, ovvero un mese dopo linsediamento al Senato. Ciò in base allinterpretazione di una legge regionale del dicembre scorso. Cintola annuncia che se non avrà risposta entro 10 giorni adirà le vie giudiziarie. Sono due i parlamentari siciliani che mantengono attualmente più cariche (e più indennità). Laltro è Angelo Lombardo, il fratello del governatore eletto sia alla Camera che allArs nella lista dellMpa. Lombardo junior probabilmente opterà per il Parlamento nazionale, lasciando spazio allArs a Vincenzo Oliva, che ha ottenuto però un seggio pure in Senato. Se Oliva decidesse di restare a Roma, in Assemblea entrerebbe Orazio DAntoni. Qualora Oliva dovesse optare per lArs, a Palazzo Madama andrebbe il sottosegretario Giuseppe Reina. NellMpa avevano già rotto gli indugi, comunicando le loro scelte, il governatore Raffaele Lombardo (che ha pure lasciato lo scranno alleuroparlamento al deputato dellUdc Sebastiano Sanzarello), ma anche Lino Leanza e Roberto Di Mauro, che hanno deciso di rimanere nellIsola. Leanza ha fatto spazio allex parlamentare del Pd Ferdinando Latteri. Anche Anna Finocchiaro ha comunicato di recente la propria opzione, ma in senso inverso: lei ha imboccato la via del Senato. Sulle spine Salvo Raiti, ex dipietrista candidatosi per il Pd alla Camera: andrà a Montecitorio se uno dei due deputati che lo precedono - Francantonio Genovese e Giovanni Burtone, candidati sindaci a Messina e Carania - vincerà la sfida delle amministrative.