Quegli yacht di troppo nel porto di Oneglia Il ministro Scajola rifletta: lo spettacolo della ricchezza ostentata di fronte alle barche dei pescatori, che non interessa più ad alcuno Primo, in un ambiente architettonico e naturale di piccole dimensioni, grosse imbarcazioni, tutte metallo e cromature, stanno male, come starebbe male un tir, specie se truccato da formula uno, nel giardino di una villa settecentesca; secondo, collocare in un contesto di pregio storico, in un ambiente umano familiare (il porto di Oneglia è uno dei porti storici meglio conservati del Tirreno) congegni ultramoderni e freddi, vistosi, tutti luminarie e macchinismi, non è precisamente il massimo. Se si pensa che la Sovrintendenza ha bloccato la pur necessaria tinteggiatura degli antichi portici che chiudono il porto, perché il colore non è stato giudicato conforme alla vicenda architettonica del posto, non si capisce come vi si possano collocare stabilmente installazioni assai meno in sintonia, per forma, colore, ingombro. Claudio Scajola, però, potrebbe ribattere che lo sa benissimo. Ma che si compiace dei grandi yacht parcheggiati per la gente, che, infatti, accorre soddisfatta ad assistere allo spettacolo quotidiano della vita dei fortunati marinai, che, ovviamente, si svolge quasi tutta allaperto, dove mangiano, lavano i panni, guardano la televisione, lavano le moto al seguito, sentono la radio a tutto volume ecc. Pur di godere di uno spettacolo del genere, ancor meglio visibile dalle finestre e dalla terrazze delle vecchie case circostanti, davanti alle quali è come se avessero costruito degli enormi appartamenti senza rispettare le distanze, si potrà pur pagare un prezzo al buon gusto e alla buona creanza. Certo, le grandi barche immettono ogni giorno nel piccolo specchio di mare del porto i dorati scarichi delle loro acque nere e bianche; e, per far funzionare i complicati congegni di bordo, tengono sempre acceso il motore con generosa distribuzione dei loro miasmi a tutta la comunità circostante: ma che importa? E se, per maggiore comodità dei proprietari e degli addetti a questi suv dei mari, è stato loro riservato un intero parcheggio sottratto al pubblico ed è stato consentito laccesso automobilistico alla calata del porto, fino a ieri completamente pedonalizzata, che sarà mai? Lo spettacolo della ricchezza è impagabile, specie quando è offerto a gente sempre più povera, come i pescatori dei pescherecci, fermi per protesta da giorni per il caro gasolio, come gridano dai loro patetici e disperati striscioni. Le loro sono barche vecchie, modeste, disordinate, ma perfette in questambiente a cui misura sono nate e sono sempre vissute. Ora sono stipate in un angolo, messe in imbarazzanti strette dallarrivo dei nuovi sontuosi padroni del porto. Di loro non importa niente a nessuno e si aspetta solo che vadano in disarmo in modo da liberare altri ormeggi per altri yacht, che non temono il costo dei carburanti e si lasciano ammirare gratuitamente.
LIGURIA - Giganti dellacqua che stanno male come un tir in una villa settecentesca
Il ministro Scajola potrebbe riflettere sullo spettacolo della ricchezza ostentata dei grandi yacht nel porto di Oneglia. Gli yacht sono in contrasto con l'ambiente architettonico e naturale del porto, che è un ambiente storico e umano. I grandi yacht sono ultramoderni e freddi, mentre il porto è un contesto di pregio storico con congegni e imbarcazioni più tradizionali. La Sovrintendenza ha bloccato la tinteggiatura degli antichi portici per motivi di conservazione, ma non si capisce come possano essere collocati gli yacht in sintonia con l'ambiente.
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