Le riforme E il ministro Brunetta annuncia: assenteismo da azzerare in tre anni, rinnovi contrattuali da onorare Indennizzi ai cittadini e sanzioni ai funzionari in caso di errori della P.a. «Per troppo tempo ci siamo pesati tutti i giorni della settimana rimandando al lunedì successivo la dieta, ma adesso basta: oggi si comincia». Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione («un nome bellissimo, ma io preferisco ministro della Rivoluzione»), ha messo ieri un bel po di carne al fuoco. Alla Camera, dove ha illustrato gli obiettivi a breve del suo ministero, ha promesso davvero una mezza rivoluzione. A partire dal numero delle leggi: «Nei prossimi giorni proporremo al Parlamento labrogazione di almeno il 25 delle leggi vigenti». Ha annunciato inoltre listituzione di una Banca Dati pubblica di tutte le norme esistenti, in modo da evitare che il cittadino sia costretto a rivolgersi, «spendendo un sacco di quattrini, a soggetti privati che diventano così arbitri del diritto». Nel megapiano - che oggi Calderoli discuterà a pranzo con Berlusconi e Tremonti - ci sono anche cose apparentemente minori, come mandare in soffitta la Gazzetta Ufficiale su carta per sostituirla con «abbonamenti online», oppure «il divieto per le pubbliche amministrazioni di richiedere ai privati adempimenti diversi da quelli elencati su Internet». O, ancora, «lelevazione della durata della carta di identità da 5 a 10 anni». Ma il piatto forte è certamente il meccanismo taglia-leggi, che anni fa Michele Ainis in un saggio quantificò per difetto in 50mila. Calderoli promette di abolire reperti archeologici come quella legge del 58 che disponeva leliminazione delle abitazioni malsane, o la legge del 1948 sui profughi dellAfrica italiana, e altre migliaia di residuati. La novità è che non ci si limiterà, come tentato in passato, alle leggi pre-1970: «Il meccanismo taglia leggi verrà esteso non solo alle leggi ante '70, ma fino ai giorni doggi, raggruppando le norme rimanenti in testi unici. Le amministrazioni pubbliche dovranno subito individuare le leggi ancora "necessarie", tutte le altre decadranno a partire da dicembre 2009». Il Pd ricorda che alcune delle riforme calderoliane sono già state inserite nellultima Finanziaria del governo Prodi - come leliminazione degli enti inutili - ma il ministro non ha difficoltà a riconoscere che si tratta di un lavoro che viene da lontano: «Il gruppo coordinato dallex sottosegretario Alessandro Paino - spiega Calderoli a Repubblica - ha fatto un buon lavoro. Anzi, io sto cercando di trattenere Paino nel mio ministero creandogli un ruolo istituzionale». Altri tributi al centrosinistra? «Be sicuramente Franco Bassanini è un amico e molto del know how in questa materia è suo. E poi cè Sabino Cassese, che ha lasciato il segno». Nel frattempo anche laltro turbo ministro, Renato Brunetta, promette novità nella lotta contro le inefficienze della pubblica amministrazione. Come dimezzare, nel giro di un triennio, lassenteismo dei dipendenti pubblici, oggi doppio rispetto al privato: «Se dicessi che, in un arco di tre anni, i tassi di assenteismo del settore pubblico dovranno diventare simili a quelli del settore privato, penso di non dire nulla di drammatico». Brunetta ha addolcito la pillola annunciando poi «la più totale disponibilità» sulla questione dei rinnovi contrattuali: cè un biennio, il 2008-2009, «da onorare», ha assicurato. «Si può fare la riforma della p.a. - concede il ministro - non solo razionalizzando ma anche mettendo risorse per i rinnovi».