Il Piano di assetto del territorio promosso dalla Giunta e bocciato dal partito: «È ora di cambiare registro» Sì a nuove case? «Solo con un piano viabilistico e di servizi proteso a eliminare il germe della speculazione edilizia» Ancora troppa cementificazione e nessuna traccia di adeguate strutture sportive, di soluzioni per la viabilità e di infrastrutture per servizi dedicati a famiglie, anziani e disabili. Forte del consenso ottenuto anche a Negrar nelle ultime elezioni politiche, la sezione della Lega nord guidata da Claudio Castagna alza la voce sul Piano di assetto del territorio messo a punto dalla giunta di Alberto Mion e presentato a fine maggio alla popolazione di Santa Maria, Arbizzano e Montericco. «Siamo di fronte a un progetto che andrebbe rivisto completamente», afferma Castagna, pronto a un confronto serrato sul tema del Pat. «L'assemblea pubblica di Santa Maria è stata una serata grottesca, all'insegna dello scempio di ogni ideale di buona e civile convivenza». Il rappresentate locale del partito di Umberto Bossi è convinto che il Pat sia carente in molti punti e che non dia un taglio abbastanza netto a un passato segnato da troppe costruzioni, che hanno devastato il territorio e l'ambiente in molte zone della vallata. Non basta, secondo la Lega, andare al pareggio dei metri cubi previsti per l'edilizia dal vecchio Piano regolatore generale, 290 mila in totale, mantenuti in toto dal Pat. Di recente i vertici valpolicellesi del partito hanno chiesto in Regione una moratoria di cinque anni sulle nuove costruzioni, per mettere lo stop alla cementificazione delle colline, come ricorda il segretario della circoscrizione della Lega Nord, Gabriele Maestrelli: «Per le amministrazioni della valle è ora di cambiare registro», afferma, «e di fare i conti con le vere priorità: la tutela dell'ambiente anzitutto, e poi viabilità e servizi». Secondo Maestrelli, il Comune di Negrar non ha presentato con il Pat un bel biglietto da visita. «Le linee guida consegnate dalla Provincia di Verona al Comune sono state ignorate», continua Castagna, «insieme a proposte di valutazioni d'impatto paesaggistico, ambientale e culturale». E sulla nuova destinazione dell'area dei padri Monfortani, dove verranno realizzati nuovi appartamenti per 30 mila metri cubi a fronte di 5 milioni di euro per il Comune? «Per quell'area siamo contrari a ogni destinazione diversa da quella pubblica, per esempio per un polo unico scolastico, recuperando e valorizzando la struttura preesistente», sottolinea Castagna. A quali condizioni dire sì a nuove abitazioni? «Che ci sia un articolato e preciso piano viabilistico, infrastrutturale e di servizio al cittadino, proteso a eliminare il germe della speculazione edilizia e della non accortezza di programma», chiude Castagna. «I cittadini sono costretti da tempo a lunghe code e la situazione è peggiorata negli ultimi dieci anni di giunta Mion, che a nostro avviso non ha programmato efficacemente gli strumenti urbanistici atti a renderla più fluida e meno pericolosa. Le rotatorie, infatti, non bastano». Insomma, la Lega nord in Valpolicella sposa il verde, che è anche il colore del partito, e l'ambiente. «Lotteremo con tutte le nostre forze per bloccare nuovi scempi e per difendere territorio, tradizioni e cultura».
NEGRAR. La Lega: c'è troppo cemento nel Pat
La Lega Nord ha bocciato il Piano di assetto del territorio promosso dalla Giunta di Alberto Mion. Il partito ha criticato il progetto, che non elimina abbastanza la speculazione edilizia e non fornisce soluzioni per la viabilità e gli infrastrutture per famiglie, anziani e disabili. La Lega Nord ha chiesto un confronto serrato sul tema del Piano e ha richiesto un piano viabilistico, infrastrutturale e di servizio al cittadino. Il partito ha anche criticato la destinazione dell'area dei padri Monfortani e ha richiesto una destinazione pubblica per quel territorio. La Lega Nord ha promesso di lotteare con tutte le sue forze per difendere il territorio, le tradizioni e la cultura.
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