La concorrenza tra progetti è un falso problema, Basilea ha cinque spazi e sa farli funzionare tutti Il nuovo Museion appena inaugurato è un modello di rigore scientifico e di trasparenza politica Il progetto di Koolhaas è molto bello, specie per il dialogo tra modernità e archeologia industriale Del progetto Libeskind finora si è visto solo qualche rendering dellesterno, nulla più.. Quali progetti per larte contemporanea a Milano? Risponde il giovane critico, curatore della Fondazione Nicola Trussardi e del New Museum di New York Che cosa pensa del nuovo museo darte contemporanea progettato da Libeskind nellarea Citylife. «Non so che cosa pensare. Come molti, ho visto solo qualche rendering dellesterno e nulla più». E dei progetti di Koolhaas per la Fondazione Prada e di Piano a Sesto San Giovanni? «Di Koolhaas, ho visitato linterno dello spazio e visionato il modello: mi sembra molto bello, soprattutto il dialogo con larcheologia industriale. Di Piano, ho visto solo qualche progetto dellarea, ma non del museo. Forse vale la pena di dire, en passant, che non cè nulla di male nel pensare che una città come Milano possa un giorno ospitare anche tre o quattro spazi per larte contemporanea. In fondo, città più piccole come Basilea ne vantano altrettanti. Il vero problema è il dubbio al quale Milano ci ha tragicamente abituati: che da noi i musei si fanno sulla carta e rimangono tali per decenni, mentre in posti come Basilea o Zurigo non si preoccupano solo di invitare archistar, ma di mettere in piedi un ottimo programma». Con la Fondazione Trussardi ha proposto una linea diversa: anziché una sede stabile, mostre itineranti in giro per la città. «Credo che un museo sia innanzitutto un software, non un hardware. Un modo di fare mostre, non un contenitore vuoto. Non sono contrario ai nuovi edifici, ai grandi architetti - lavoro al New Museum di New York, disegnato dai giapponesi SANAA - ma bisogna sempre ricordarci che è larte che dà forma e vita al museo. Larchitettura serve per attirare i turisti e anche i fondi di investimento; se è buona, serve anche a ridefinire la cultura e lo spazio di una città, ma poi il vero lavoro inizia quando è finita, quando lhardware viene consegnato e bisogna decidere se il museo può installare dei programmi davanguardia o continuare a lavorare con una versione piratata di un vecchio Office..». A Milano il nuovo museo dovrà anche decidere se e cosa collezionare. Qualche suggerimento? «Con i prezzi correnti di mercato, i musei devono imparare a comprare quello che non comprano gli altri, ad anticipare le mode e a ripensare lidea di collezione come monolite, magari condividendo opere con altre istituzioni. Allestero, i grandi collezionisti fanno donazioni ai musei perché ottengono sgravi fiscali e perché le gallerie vendono più volentieri a chi sostiene i musei. Un circolo virtuoso che da noi non esiste». Chi candiderebbe al ruolo di direttore e di curatore del nuovo museo di Milano? Non voglio certo giocare al toto-direttore o curatore, anche perché penso ci sia ancora molto tempo prima che si arrivino a definire i ruoli: abbiamo già un direttore per lArengario? Da quanti anni se ne parla? Posso però dire che ho avuto modo di seguire molto da vicino la nascita del Museion, il museo darte contemporanea di Bolzano appena inaugurato, e mi auguro che tutti possano seguire gli stessi standard di trasparenza e rigore, con commissioni internazionali invitate a selezionare i responsabili, interviste, presentazioni. E poi è importante che, una volta nominato qualcuno, lo si lasci lavorare liberamente, magari per 5 o 6 anni, senza assessori che intralcino le scelte o che si improvvisino curatori». Che tipo di lavoro crede si debba fare prima (e dopo) lapertura di un museo? per quale pubblico? «Credo che le istituzioni più interessanti siano quelle che non sinterrogano su come raggiungere la propria «audience», ma che simpegnano a produrre un nuovo pubblico. Labbiamo anche sperimentato con la Fondazione Trussardi: in soli 5 anni abbiamo assistito a un incremento incredibile di partecipazione e confronto, coinvolgendo non solo appassionati darte, ma anche curiosi, studenti, famiglie, anziani. Per questo penso che un nuovo museo a Milano dovrebbe essere gratuito. E che dovrebbe educare il pubblico a capire che larte è lo spazio della libertà, dellimprevisto e della possibilità, concetti dei quali lItalia credo abbia un gran bisogno». Cè qualche esempio virtuoso a cui guardare? «Ho già citato Bolzano, posso tornare a citare la Svizzera, dove anche cittadine minuscole espongono larte giovane di tutto il mondo. Non è davvero una questione di censo, ma di apertura mentale. E di una relazione più sana con il proprio presente e con il proprio futuro».
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Il critico e curatore di musei, Basilea ha cinque spazi e sa farli funzionare tutti Il nuovo Museion appena inaugurato è un modello di rigore scientifico e di trasparenza politica Il progetto di Koolhaas è molto bello, specie per il dialogo tra modernità e archeologia industriale Del progetto Libeskind finora si è visto solo qualche rendering dellesterno, nulla più.. Quali progetti per larte contemporanea a Milano? Il giovane critico, curatore della Fondazione Nicola Trussardi e del New Museum di New York, risponde che non cè nulla di male nel pensare che una città come Milano possa un giorno ospitare anche tre o quattro spazi per larte contemporanea.
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