Ogni anno le manutenzioni "pesano" sulle tasche dei cittadini Scritte da cancellare buche da coprire panchine e giochi per i bambini da sostituire. Ecco quanto spendiamo Dalla tosatura dell'erba all'imbiancatura degli edifici scolastici, dal livellamento delle buche sui marciapiedi alla segnaletica stradale, dal rifacimento dei bagni delle palestre alla ripulitura dei muri cittadini, dalla sostituzione dei giochi nei parchi, al montaggio di palchi e tribune per eventi culturali. Sono tanti e diversi gli interventi che spettano al terzo settore dell'amministrazione comunale, quello delle manutenzioni. 120mila euro se ne vanno per rimettere a nuovo i beni immobili, come gli edifici dei nidi, materne, elementari e medie, ma anche le strutture socialmente utili, come la Biblioteca Comunale, il centro espositivo "Otello Cirri", la palestra Marconcini e quella a La Rotta, le varie sedi di consulte e associazioni e gli spazi istituzionali come Palazzo Stefanelli, il Pon-tech, l'Ufficio Comune Valdera e il Consorzio Sviluppo Valdera. Altri seicentomila euro servono per migliorare la vegetazione. Rientrano in questa spesa la potatura delle piante e delle siepi dei giardini pubblici, la cura delle aiuole e delle fioriere nel centro storico, la pulizia degli argini dell'Arno e dell'Era, dei cigli stradali, dei cimiteri e soprattutto la manutenzione delle aree industriali. Solo queste coprono attualmente una superficie pari a 61mila mq che aumenta ogni anno. «Siamo in difficoltà sinceramente - ammette l'architetto Roberto Fantozzi, responsabile del settore per il Comune di Pontedera - a coprire tutte le azioni di manutenzione in queste zone. Se solo riusciamo a tagliare l'erba possiamo dire di aver lavorato al massimo. Sarebbe necessario sensibilizzare le aziende presenti nel Pip1, 2 e in parte del Pip3 e chiedere anche l'apporto di altri privati». Poi, ci sono i 250mila euro che in media ogni anno vengono utilizzati per riparare, sostituire e lucidare l'arredo urbano. Panchine rotte, cestini caduti, portabiciclette scardinati, giostre danneggiate, bruciate e graffiate pesano come macigni sul bilancio del terzo settore. Senza contare gli interventi di manutenzione straordinaria, come ad esempio l'inserimento di nuovi giochi ludici nelle scuole e nei parchi cittadini. Infine, 250mila euro vengono destinati alla viabilità. Si tratta di livellare le buche sui marciapiedi, di ripristinare tasselli di strada e di piste ciclabili, di ridisegnare la segnaletica orizzontale e di dar lustro a quella verticale, di ordinare passi carrabili e le interruzioni del traffico. Solamente per i piccoli avvallamenti e dossi servono annualmente dai 50 ai 70mila euro, per le strisce pedonali, gli stop e le varie precedenze il comune investe fino a 150mila euro, mentre la cartellonistica da sostituire o da lavare dai classici graffiti e scritte poco umoristiche costa all'amministrazione 80mila euro circa. Fuori tabella ed esclusi dal conteggio sono gli 800mila euro investiti per gli asfalti e le barriere architettoniche, che dovrebbero essere di competenza anche del settore dei lavori pubblici. «Ogni anno, nel bilancio del Comune - spiega l'assessore Simone Millozzi, che si occupa della materia - aumentano i fondi e le risorse per la manutenzione della città. Sono tante le segnalazioni che ci arrivano dai cittadini e siamo costretti a lavorare nella maggior parte dei casi in condizioni straordinarie. E' difficile attenersi ad un programma definito di interventi. Il settore è talmente vasto che ci muoviamo a seconda delle priorità. Appena risolviamo un problema se ne presenta immediatamente un altro, lasciandoci sempre con una sensazione di affanno e difficoltà. Ad esempio - continua Millozzi - se mettiamo in agenda il taglio del verde due volte al mese capita a volte di dover ricorrere ad una terza, speciale tosatura perchè magari è piovuto tanto e l'erba è cresciuta aldilà di ogni previsione».