REGGIO CALABRIA - Il Centrosinistra contesta l'accordo di programma quadro per i Beni culturali sottoscritto con il Governo centrale il 22 dicembre, che prevede investimenti di circa trecento miliardi di ex lire. Si registrano due iniziative: una richiesta ufficiale del consigliere diessino Franco Pacenza per l'immediata convocazione della terza commissione consiliare; una interrogazione del consigliere Antonio Borrello (Udeur), facente parte dell'Ufficio dì Presidenza rivolta a Chiaravalloti nella quale chiede chiarimenti e assicurazioni sull'accordo che lo stesso Borrello definisce «privo di trasparenza». Pacenza si pone subito una domanda: «Ma con chi hanno concertato in Calabria il Piano tra la Regione e i Ministeri dei Beni culturali e del Bilancio? Lo stanziamento di una somma di circa 150 milioni di euro non può piombare sulla testa dei calabresi senza che gli stessi sappiano nulla. Qui la giunta regionale rivela tutta la sua miopìa politica. Ma se sperava che il periodo estivo narcotizzasse l'attenzione, la Giunta dimostra di avere poco rispetto per le questioni serie e per l'intelligenza stessa dei calabresi». Pacenza insiste: «A questo punto la convocazione della terza commissione diventa indispensabile per capire quale è stato il metodo utilizzato dalla Regione nell'individuazione delle 47 iniziative finanziate e delle 115 schede progettuali inserite nel Piano. A mio giudizio questo Piano viola palesemente precise procedure di trasparenza ed esclude a priori soggetti e bisogni che hanno la sfortuna di non avere adeguata rappresentanza politica nell'esecutivo regionale che premia esclusivamente aree ben determinate e istanze i cui riferimenti sono ben individuabili». In sostanza, Pacenza ritiene che il consiglio regionale, quale soggetto controllore dell'attività dell'Esecutivo, «debba immediatamente attivare ogni azione per frenare queste iniziative della giunta regionale che non rispettano l'indispensabile connotato della concertazione che è alla base dei meccanismi discendenti dall'intesa di programma approvata dalla Regione nel 99». Per Pacenza, infine, in questo Piano "non vengono tenuti in giusta evidenza aree più storicamente note della Calabria come, per esempio, quella di Sibari». Borrello, nella sua interrogazione, sostiene che "gli interventi individuati riguarderebbero aree a forte vocazione politico-clientelari e discriminerebbero realtà che annoverano tesori culturali degni di una ben diversa considerazione». L'esponente dell'Udeur ricorda che, prima della sottoscrizione di questo Apc, la. terza commissione, su sua proposta, «aveva all'unanimità stabilito l'urgente audizione dell'assessore alla Cultura per aprire un confronto a tutto campo nella sede statutariamente competente a definire la programmazione regionale». Borrello a questo punto fa una considerazione politica, sostenendo «che la sua richiesta è stata puntualmente disattesa dall'assessore interessato, a conferma della scarsa considerazione che l'esecutivo ha dell'assemblea». Borrello parla «di un eclatante strappo istituzionale» e pone a Chiaravalloti una serie di domande: «Quale assessorato si è occupato delle procedure preliminari su cui è stato costruito l'accordo; quali sono i criteri che hanno ispirato le scelte; se risponde al vero che una parte degli interventi sono assistiti dalla necessaria copertura finanziaria mentre se l'altra metà ne è ancora priva; se c'è stato, infine, nella sceha di queste aree il coinvolgimento degli Enti locali e, in caso affermativo, attraverso quali strumenti operativi per il loro coinvolgimento". C'è da considerare intanto l'evento positivo dell'Accordo di programma quadro e i 300 miliardi per la Calabria. Tutto il resto fa parte del dibattito politico nel rispetto dei ruoli: la minoranza di criticare e di chiedere chiarimenti e la maggioranza, in questo caso l'assessore ai Beni culturali (l'on. Zavettieri) di replicare.
Beni culturali, il Centrosinistra protesta
Il Centrosinistra della Regione Calabria contesta l'accordo di programma quadro per i Beni culturali sottoscritto con il Governo centrale. Il consigliere Franco Pacenza richiede l'immediata convocazione della terza commissione consiliare per capire come sono state individuate le 47 iniziative finanziate e le 115 schede progettuali. Pacenza sostiene che il Piano viola procedure di trasparenza e esclude aree e istanze che non hanno rappresentanza politica nell'esecutivo regionale. Il consigliere Antonio Borrello (Udeur) chiede chiarimenti sull'accordo e sull'impegno degli Enti locali. L'accordo prevede investimenti di circa 300 miliardi di ex lire.
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