- BUSTO ARSIZIORESTA ACCESO PIÙ CHE MAI il dibattito sul futuro di piazza Vittorio Emanuele II, sotto la quale, secondo un progetto predisposto da una società privata che prevede anche la costruzione di un complesso residenziale, dovrebbe essere realizzato un autosilo (150 i posti pubblici, 200 quelli privati). Sullintervento è stato indetto un referendum il 25 maggio che ha visto una partecipazione molto scarsa da parte dei cittadini: hanno votato infatti 5695 persone, 5018 hanno però detto no ai posti auto sotterranei nel centro storico. E forte del sostegno degli oltre 5000 «No» il movimento «La voce della città», rappresentato in consiglio comunale da Audio Porfidio, tra i promotori del referendum, ha deciso di proseguire la sua battaglia contro ciò che definisce «lecomostro sotterraneo che vuole costringere al trasloco forzato lo storico monumento ai Caduti facendo perdere identità ad una piazza. Preoccupazione che da decenni è il per il trasloco cuore di manifestazioni civili». Così in questi giorni, Porfidio ha inviato un esposto alla Procura e tre lettere indirizzate rispettivamente al Ministero dei Beni culturali, alla Soprintendenza e allAccademia di Brera, in attesa dei documenti per rivolgersi anche al Tar. Nello scritto, si illustra la vicenda che da mesi è al centro di un infuocato dibattito politico, spiegando le perplessità. NELLE LETTERE si fa presente il timore che i lavori di scavo in profondità possano causare problemi alla stabilità dei vecchi edifici come Palazzo Cicogna che si affacciano sulla piazza, pertanto si chiedono perizie tecniche per valutare le condizioni di staticità. A preoccupare è anche lo spostamento dellobelisco che potrebbe essere danneggiato durante lo spostamento. A questo si deve aggiungere lipotesi che sotto la piazza possano esistere testimonianze archeologiche di epoca romana. Per il movimento La Voce della città e per i 5018 cittadini che il 25 maggio hanno detto no allautosilo è dunque opportuno che Ministero, Soprintendenza e Accademia di Brera si esprimano sulla vicenda. «Speriamo anche in un intervento da parte dei docenti dellAccademia - dice Porfidio - a Brera per anni è stato insegnante di scultura, succedendo al suo maestro Francesco Messina, Enrico Manfrini, noto come lo "scultore dei Papi", autore del Monumento che si vuole cacciare dalla piazza per far posto al silos».