Costruttori che minacciano licenziamenti se non si superano le rigidità dei vincoli imposti dal Piano paesaggistico. E pratiche per il rilascio di concessioni comunali praticamente bloccate «causa Ppr». Ad un mese dallo stop degli incontri di "copianificazione" tra Regione e Comune, il caos edilizia rischia di deflagrare. Il Comune ormai riduce all'osso le autorizzazioni per non incorrere in violazioni di legge. Nell'incertezza applicativa - e in attesa dell'adeguamento del Piano urbanistico comunale - uno dei costruttori più "colpiti" dalla nuova disciplina paesaggistica, Antonio Puddu, compra una pagina del quotidiano locale "L'Unione Sarda" per avvertire: «Siamo costretti a licenziare 60 lavoratori su 130». Il suo progetto di realizzare due palazzi di sei piani via Caboni è fermo dal 2 gennaio per un sequestro penale: il comune aveva concesso la licenza entro la fascia vincolata dei cento metri da un bene paesaggistico, il fortino militare tra via Caboni e via Ravenna, tutelato dal Ppr. Da lì i sigilli, confermati anche da un collegio di giudici in sede di Riesame. Ma senza palazzi, niente occupazione. Da quando il tavolo tecnico Regione-Comune-Soprintendenza è fallito, il 12 maggio scor so, con la richiesta di un parere da parte della soprintendenza all'Avvocatura, nulla si è mosso. I grandi cantieri privati autorizzati in zone indicate come di pregio paesaggistico o "identitario" dallo strumento urbanistico regionale, sono sospesi, su decisione della magistratura o dello stesso comune. Oltre a via Caboni e via Ravenna, è ferma anche la ristrutturazione dell'ex Biochimico di via Dante, mentre indagini sono in corso sui lavori in via dei Falconi. Perché la magistratura ha dato un'interpretazione letterale del Piano: le opere autorizzate in zone vietate dal Ppr sono abusive, salvo modifiche al Ppr. Secondo il comune le licenze rilasciate e poi sospese dall'amministrazione sarebbero, invece, almeno sessanta. Se il dirigente del servizio Edilizia privata, Mario Mossa, interpellato sullo stop nel rilascio delle concessioni preferisce il silenzio, è l'assessore all'Urbanistica, l'architetto Gianni Campus, ad ammettere con candore: «Sapevamo che sarebbe successo: l'attività degli uffici è rallentata per forza di cose a causa della maggiore complessità della procedura scaturita dal Piano. Siamo immersi in un bagno di dubbi. Ma tra diventare responsabili di una mancanza amministrativa (non rilasciare autorizzazioni, ndr), e rilasciare concessioni che poi potrebbero costituire un illecito penale, va da sé che si sceglie la prima». Secondo i dati che il servizio Edilizia privata avrebbe fornito al costruttore Puddu (si legge sulla pagina a pagamento), nei primi cinque mesi del 2008 «il comune ha rilasciato 44 concessioni edilizie contro le 77 dello stesso periodo del 2007, e 87 in quello del 2008». Puddu cita i sigilli chiesti e ottenuti dal pm Andrea Massidda: «Il nostro cantiere di via Caboni è stato posto sotto sequestro proprio a causa di una presunta violazione delle norme del piano che ancora oggi stentiamo a capire. Quanto accaduto ha portato al fermo di quasi tutti i lavori edili ed alla sospensione di ogni decisione sul rilascio delle concessioni edilizie, tra cui alcune nostre».
SARDEGNA - "Autorizzazioni col contagocce il Ppr mi costringe a licenziare"
Il Piano paesaggistico ha fermato tutti i cantieri edili in zone protette, come via Caboni e via Ravenna. Il Comune ha ridotto le autorizzazioni per evitare violazioni di legge. I costruttori, come Antonio Puddu, hanno licenziato lavoratori a causa del blocco. Il tavolo tecnico tra Regione, Comune e Soprintendenza è fallito, e le pratiche per il rilascio di concessioni comunali sono praticamente bloccate. L'assessore all'Urbanistica, Gianni Campus, ammette che l'attività è rallentata a causa della maggiore complessità della procedura.
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