Polverari insiste: "Alcuni dipinti sono in pinacoteca, riportiamoli qui" Recuperare la chiesa del Gesù, recuperare uno dei gioielli dell'Ancona che fu, un pezzo nobile di città che vuole respirare culturalmente a pieno polmoni e che, per farlo, ha bisogno di tutto il suo potenziale. La sfida dello storico Michele Polverari è partita nei giorni scorsi quando il fermento dell'organizzazione del circolo Il Faro, per la visita al tempio di piazza Stracca, ha riportato a galla la necessità di fare qualcosa. L'appello è stato ribadito anche attraverso la tv, con Polverari che proprio ieri ha indicato la direzione artistica, quella del recupero di alcuni dipinti che si trovano in questo momento in pinacoteca. "Sono opere che possono tornare al loro posto - ha osservato Polverari - e restituire il tempio al suo antico splendore". La chiesa del Gesù è uno dei monumenti più belli della città. Chiusa da molti decenni e ancora in fase di ristrutturazione, è stata riaperta per un solo giorno grazie alla sensibilità dell'assessore alla cultura Pierluigi Fontana e alla Curia diocesana di Ancona-Osimo, per volontà di monsignor Cesare Recanatini, responsabile dei Beni culturali e Direttore del Museo diocesano. La chiesa, un monumento incastonato nel centro storico che si affaccia sul porto, fu eretta nel 1605 dal Conte Nappi e fu rinnovata nel 1743 dal Vanvitelli assieme al collegio annesso che fu costruito nel 1631. Nell'interno è evidente la grandiosità e la ricchezza dovute all'aula Dei. La sua pianta è a croce latina, con quattro cappelle laterali, più quelle alle estremità del braccio trasversale.