FOGGIA - Otto campi regolamentari da calcio. Ma stavolta il gioco non c' entra, perché queste sono le dimensioni di una delle più grandi discariche abusive d' Europa, che è stata scoperta dai carabinieri nel Foggiano. è servita a smaltire oltre cinquecentomila tonnellate di rifiuti, ovviamente nocivi, e a distruggere completamente l' ecosistema del torrente Cervaro, che è stato trasformato in una sorta di canale di scolo di percolato tossico. Si chiama Black River, 'fiume nero' , il blitz del nucleo operativo ecologico di Bari, che ha portato all' arresto di dodici imprenditori, accusati di traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale irreparabile. E dire che la discarica sorge in un' area a vincolo paesaggistico, nel bel mezzo dei Monti Dauni. Le indagini sono nate ad aprile del 2007, quando, nei pressi dei paesi di Deliceto e Castelluccio dei Sauri, qualcuno ha notato uno strano viavai di camion, che trasportavano terriccio maleodorante e lo scaricavano in un' ansa del torrente Cervaro, fino a formare decine di montagnole, tanto alte da coprire alcuni alberi dalle radici alla cima. I carabinieri del Noe del tenete Gennaro Badolati (nella foto) hanno accertato che il terriccio proveniva dai lavori di ampliamento della discarica comunale di Deliceto, aggiudicati da un' associazione temporanea d' impresa tra due aziende, l' Agecos e la Cornacchini. Altro particolare strano, la richiesta di un agricoltore del luogo dell' invio gratuito di terriccio per riempire un suo fondo. Nessuno si era accorto che la terra nera era anche altamente maleodorante, dunque assolutamente incompatibile con il terriccio agricolo tipico di una zona in cui si coltiva grano. I carabinieri hanno sottoposto a sequestro preventivo tutte le aree interessate da questo strano andirivieni di camion, compresa una vera e propria strada di circa un chilometro, creata appositamente con lo stesso strano e maleodorante terriccio per favorire il passaggio dei camion. Dopo diversi carotaggi e analisi biologiche e geologiche, è stato accertato che la terra e le rocce di scavo erano intrise di rifiuti, sia urbani che speciali e quindi altamente tossici, ma anche di amianto e percolato di discarica. Tutto andava a riversarsi sull' oramai inesistente torrente, per un danno ambientale quantificato con una cifra astronomica: 315 milioni di euro. Dai controlli per verificare i lavori di ampliamento della discarica di Deliceto, gli investigatori hanno scoperto che le documentazioni di programmazione erano falsificate. I rifiuti, inoltre, erano stati accatastati nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico in maniera professionale: erano stati infossati, ma precedentemente compattati e stratificati con criterio, per lascire in superficie uno strato di materiale meno inquinante, per non insospettire nessuno. Sono oltre 70 le persone indagate, mentre i 12 imprenditori coinvolti, tra cui Rocco Bonassisa, 39 anni, legale rappresentante dell' Agecos s. p. a., sono tutti ai domiciliari. Il Noe ha sequestrato 42 autocarri appartenenti a diverse ditte di trasporto coinvolte e un intero laboratorio di analisi. «Siamo di fronte a una Gomorra subappenninica. Un disegno criminoso di una realtà che supera ogni più fervida fantasia. Una regia condivisa da malavita organizzata e imprenditori senza scrupolo, capaci persino di alterare il corso naturale del fiume Cervaro con una megadiscarica abusiva, allo scopo di lucrare ai danni del territorio e della popolazione di Capitanata». Queste le parole del presidente della Regione, Nichi Vendola. «Il risultato di un' indagine così vasta - ha detto Vendola - è la dimostrazione di come la questione rifiuti, senza un approccio rigoroso e sostenibile nei confronti del ciclo di smaltimento, resta terreno fertile alla mercé di truffatori e attentatori alla salute pubblica e alla tutela del territorio». Secondo il rapporto Ecomafia 2008, stilato da Legambiente, la Puglia resta sul podio al terzo posto per ciclo illegale dei rifiuti e del cemento al primo per numero di persone arrestate, anche se il blitz Black River giunge proprio quando proprio in Puglia si parla di trend positivo nella raccolta differenziata, se si considerano i primi quattro mesi del 2008, e di comuni virtuosi, come Bari, Melpignano, Barletta e Roseto Valfortore, che dal 2009 potrebbero ricevere premi da 2,5 a 15 euro a tonnellata di rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata, a differenza dei comuni che vedranno aumentare la Tarsu.