La storia dei trulli con vista sul cemento è, a quanto pare, una telenovela senza fine che va in scena ad Alberobello. Nel mirino degli ambientalisti c' è il terminal turistico che l' amministrazione comunale vorrebbe realizzare all' ombra dei due quartieri-monumenti nazionali: Aia piccola e Monti, i sagrati delle "cattedrali di pietre a secco" che tutto il pianeta ammira e che l' Unesco tutela come patrimonio dell' umanità. Tra via Indipendenza, largo Martellotta e le strade intitolate a Turi e ai Sette liberatori della Selva vogliono asfaltare ventimila metri cubi di terreno per ospitare 130 bus e ricavare sotto terra altri 40mila metri cubi che siano in grado di accogliere 400 automobili. Totale: 530 fra automezzi grandi e piccoli. Parla il presidente di Legambiente, Francesco Tarantini: «Il rischio è quello di provocare uno sfregio irreparabile ad una cittadina che concorre in maniera rilevante a mantenere alto il livello architettonico-ambientale della Puglia nel mondo». Perciò, caro assessore all' Assetto del territorio Angela Barbanente, pensaci tu: «Auspichiamo il blocco dell' intero procedimento» spiega Tarantini. Sembra infatti che manchi solo il via libera della Regione per completare «l' iter di approvazione». Ma la Barbanente, un amministratore che non ama prendere lucciole per lanterne, prima di pronunciare l' ultimo sì vuole vederci chiaro. Poiché come annotava già a luglio dell' anno scorso il capo della direzione per i beni culturali e paesaggistici Ruggero Martines, «pur potendosi comprendere alcune delle ragioni che hanno indotto il Comune a programmare il terminal, la particolare conformazione di Alberobello e la sua appartenenza ai siti Unesco rendono quanto meno "delicata" la questione». Martines lo faceva sapere ad un cittadino, Donato Bimbo, che gli segnalava il caso: è tutta colpa di «un assurdo piano regolatore», che stabilisce «la definitiva cementificazione della civiltà contadina» protestava Bimbo. Il fatto è, sottolineano quelli di Legambiente, che il progetto presentato perché nasca il maxiparcheggio si limita ad uno schizzo: «Mancano dati approfonditi» a proposito di quelle che sono le «caratteristiche morfologiche e idrografiche» dell' area. Il pericolo sarebbe la «permeabilità del suolo notevolmente diminuita: l' aumento delle precipitazioni conseguente ai mutamenti climatici in atto favoriscono frequenti e ripetuti allagamenti anche della zona a valle coincidente con quella prevista dalla lottizzazione e, ancora più a valle, presso la adiacente linea ferroviaria». Il terminal cioè, una volta costruito potrebbe essere sepolto dall' acqua. Aveva detto a Repubblica il sindaco di Alberobello, Bruno De Luca: «D' accordo, dovremmo varare un nuovo piano regolatore. Ma non abbiamo il denaro sufficiente per farlo: ci vorrebbero almeno 200 mila euro». Accadeva cinque mesi fa. Centocinquanta giorni dopo, le casse restano vuote: ma non per questo a pagare devono essere i trulli, ignorati - predica Tarantini - «perfino dalle regole non scritte di buona amministrazione».
PUGLIA - Maxiparcheggio in mezzo ai trulli
Il Comune di Alberobello, in Puglia, vuole realizzare un terminal turistico con 530 posti di parcheggio, ma gli ambientalisti di Legambiente lo considerano un pericolo per la città e i trulli. Il progetto, che prevede la costruzione di 130 bus e 400 automobili, sarebbe dannoso per la zona a causa della diminuzione della permeabilità del suolo e dell'aumento delle precipitazioni. Il presidente di Legambiente, Francesco Tarantini, ha chiesto al sindaco di Alberobello di bloccare il progetto. Il sindaco, Bruno De Luca, ha accettato di varare un nuovo piano regolatore, ma non ha il denaro sufficiente per farlo.
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