Servirà una permuta per salvare quel che rimane dell'ex fornace Leoncini. La storia di Fornacette ridotta a una palazzina, che un tempo ospitava gli uffici e parte dei magazzini dell'azienda di tegole di Marsiglia esportate in tutta Italia, pendente ormai pericolosamente verso la Tosco Romagnola di venti centimetri. Per questo motivo l'opposizione in consiglio comunale ha inviato lettere alla Procura, descrivendo la delicata situazione in un tratto molto trafficato a qualsiasi ora del giorno e ha creato qualche problema alla maggioranza al momento di approvare l'operazione che darà in permuta l'edificio a una società (la Ludi srl di Pontedera) per ottenerne la messa in sicurezza, il restauro e una sala polivalente all'interno degli 850 metri quadrati complessivi. Lo stabile è stato analizzato e valutato 320mila euro dall'ufficio tecnico del Comune. «Serviva un'azione di messa in sicurezza abbastanza rapida», ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Paolo Guelfi durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa, con una spesa di 400mila euro, a cui se ne sarebbero dovuti aggiungere altrettanti per il recupero. «Una spesa ingente - ha sottolineato il sindaco Marta Perini - che non ci saremmo potuti permettere se non con finanziamenti comunitari o regionali, ma che però non siamo riusciti a intercettare». Così è stata fatta una gara tra aziende che si sarebbero contese l'acquisto in permuta dell'immobile. La prima convocazione è andata deserta. La seconda è stata vinta, appunto, dalla Ludi di Fabrizio Turchi: «E' un progetto ambizioso che mi sta a cuore, perché qui venivo da giovane apprendista a scegliere i materiali per la ditta con la quale collaboravo all'epoca». Non si sposterà un centesimo, né dalle sue tasche, né dalle casse del Comune. O meglio, quello che l'amministrazione calcinaiola riceverà sarà una sala di 260 metri quadrati sostanzialmente grezza, salvo alcuni elementi, ma a cui ne dovranno essere sommati altri per renderla agibile, confortevole e utile per vari utilizzi per la quale è stata ideata. «In tutto serviranno 120mila euro per aprire la sala al pubblico», ha spiegato Cinzia Forsi, responsabile del servizio tecnico. Differenze notevoli, comunque, tra le cifre necessarie inizialmente e quelle prodotte da un'operazione che porterà Ludi a ricavare una decina fra uffici e negozi e circa cinque appartamenti, questi ultimi situati al secondo piano della palazzina, così come la sala polivalente che servirà per dare a Fornacette un polo d'attrazione finora mancante. «I soldi risparmiati con questa operazione serviranno a finanziare interventi di opere pubbliche», ha assicurato Guelfi. Vincoli imposti dalla Soprintendenza, che ha classificato quel che resta dell'ex fornace Leoncini come monumento, renderanno arduo il compito di mantenerne lo spirito e soprattutto l'aspetto architettonico di un tempo, dopo che è stata per anni in stato di completo abbandono. Diciotto mesi è il termine per consegnare l'edificio alla cittadinanza e dopodiché tutto sarà finito. Resterà solo una memoria storica della fabbrica, aperta ai primi del Novecento dalla famiglia Leoncini, che caratterizzò la vita della zona fino al 1982, anno in cui cessò l'attività. In mezzo, tanto lavoro, famiglie intere e volti passati alla storia di un territorio che lega il proprio nome alla fatica delle persone dentro una fornace. La fabbrica fu comprata dalla Piaggio nel secondo dopoguerra con un'impennata produttiva notevole per quegli anni. Le tegole di Marsiglia erano il vanto di un luogo che dava lavoro a tantissime persone. Il tempo e le tecnologie hanno però mandato in pensione questo tipo di attività, tanto che nei primi anni '90 la fornace Leoncini è stata quasi completamente abbattuta per far posto a un supermercato. Cambio della guardia carico di significati a cui ha resistito la palazzina che tra poco sarà interessata da un lavoro importante di recupero di quell'archeologia industriale che oggi va tanto di moda, ma che un tempo significava molto più che un'operazione di restauro. Andreas Quirici
FORNACETTE. Uffici, negozi e case dove nascevano le tegole di Marsiglia
Il Comune di Fornacette ha deciso di vendere in permuta l'edificio dell'ex fornace Leoncini, che è stato abbandonato per anni. La società Ludi srl di Pontedera ha vinto la gara per l'acquisto e si impegna a restaurare l'edificio e a creare una sala polivalente. La spesa prevista è di 400mila euro per la messa in sicurezza e 120mila euro per aprire la sala al pubblico. Il progetto è stato finanziato con finanziamenti comunitari e regionali. La Soprintendenza ha imposto vincoli per il restauro dell'edificio, che è stato classificato come monumento. Il termine per la consegna dell'edificio è di 18 mesi.
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