Il caso. L' alto dirigente è stato nominato senza concorso. La decisione all' interno del provvedimento del governo ROMA - La competenza di Marcello Fiori non è in discussione. Chi mettere al fianco di Guido Bertolaso nell' immane sfida alla spazzatura di Napoli se non chi è stato per 5 anni direttore della Protezione civile? Il metodo, invece, qualche perplessità decisamente la solleva. Per averne la prova basta leggere il secondo comma dell' articolo 16 del decreto con cui Silvio Berlusconi ha dichiarato guerra ai rifiuti della Campania: «Il Dipartimento per la protezione civile è autorizzato ad avvalersi di una unità di personale dirigenziale appartenente a società a totale o prevalente capitale pubblico ovvero a società che svolgono istituzionalmente la gestione di servizi pubblici, da inquadrare nel ruolo speciale dei dirigenti di prima fascia». Traduzione: Bertolaso può nominare dirigente del massimo grado a Palazzo Chigi «un» dipendente di un' impresa pubblica che opera nei servizi pubblici. Senza fare un concorso. Possibile? Possibile. La norma ha ovviamente «un» destinatario preciso. E non occorre ricordare quanto siano buoni i rapporti fra il sottosegretario all' emergenza rifiuti e Francesco Rutelli, che da Bertolaso ebbe una grossa mano quando si trattò di costituire il proprio staff a Palazzo Chigi e ai Beni culturali, per capire di chi si tratta. Il suo nome, appunto, è Marcello Fiori. Dal 1997 al 2000 è vice capo di gabinetto di Rutelli al Comune di Roma. L' anno seguente Bertolaso lo porta alla Protezione civile con un incarico dirigenziale da esterno alla pubblica amministrazione. E quando il centrosinistra, nel 2006, torna al governo, Fiori migra di nuovo sulle sponde rutelliane: segretario generale del ministero delle Comunicazioni, retto nel secondo governo di Romano Prodi da Paolo Gentiloni. A gennaio Prodi cade e poi Veltroni perde le elezioni. E Fiori, rimasto inoccupato, torna sul «mercato». Da dove Bertolaso lo preleva nuovamente. Con una differenza non di poco conto: non più con incarico da esterno, a termine, ma inquadrato in un amen nel ruolo «speciale» dei dirigenti di più alto grado della pubblica amministrazione alla presidenza del Consiglio. Che c' entra la società «a totale o prevalente capitale pubblico» ovvero che svolge «istituzionalmente la gestione di servizi pubblici» menzionata così bene nel decreto? Ma è semplice: Fiori è dirigente, anche se da anni in aspettativa, dell' Acea. Società a capitale prevalentemente pubblico, essendo controllata al 51 dal Comune di Roma, che gestisce fra l' altro la distribuzione di elettricità e acqua. Servizi pubblici, inequivocabilmente. Ma Fiori non è nemmeno l' unico che otterrà per decreto lo status di altissimo dirigente statale a tempo indeterminato. Perché lo stesso comma concede identico beneficio anche ai «dirigenti titolari di incarichi di prima fascia» alla Protezione civile «che abbiano maturato almeno cinque anni di anzianità nell' incarico». Non siamo forse in emergenza? Il decreto Emergenza Il decreto legge sull' emergenza rifiuti è stato varato all' atto del primo consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio Le norme Il dl prevede che, nell' ambito dell' emergenza, la Protezione civile possa avvalersi di dirigenti senza concorso Pagina 2
Decreto su Napoli, con Bertolaso il rutelliano Fiori
Il governo ha nominato Guido Bertolaso al ruolo di capo della Protezione civile senza concorso. La nomina è stata effettuata in base a un decreto del governo, che autorizza la Protezione civile a nominare dirigenti senza concorso. Il ruolo speciale dei dirigenti di prima fascia prevede che possano essere nominati dirigenti di società a totale o prevalente capitale pubblico che svolgono servizi pubblici. Marcello Fiori, dirigente della Acea, è stato nominato al ruolo di capo della Protezione civile. Fiori ha già lavorato con Bertolaso nel passato, e il suo nome è stato suggerito come possibile candidato per il ruolo.
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