La base d'asta per la vendita del vecchio Sant'Anna sarà probabilmente tra i 27 e i 30 milioni di euro. La metà, quindi, rispetto a una perizia del 2003, che stabiliva per l'area di via Napoleona un valore tra i 60 a i 65 milioni di euro. La conferma arriva direttamente da Infrastrutture Lombarde, la "spa" della Regione che gestisce l'iter per la realizzazione del nuovo Sant'Anna a Villa Giulini. E il "buco" da 30 milioni di euro, ossia la differenza tra la base d'asta e i soldi che l'azienda ospedaliera deve recuperare dalla vendita dei propri immobili (soldi che serviranno ad attrezzare e arredare il nuovo ospedale)' Si troveranno altrove, secondo Antonio Rognoni. «Il Sant'Anna risponde il direttore generale di Infrastrutture Lombarde potrà vendere l'ospedale di Valsolda e altre proprietà». Rimane tuttavia da chiedersi perché, nel 2003, secondo l'Agenzia del territorio l'area di via Napoleona valeva 65 milioni, e oggi ne vale solo la metà. «La perizia del 2003 continua Rognoni era una valutazione preliminare su una costruzione di cubature più elevate rispetto a quello che poi abbiamo previsto nel nostro piano integrato di intervento. Un piano minimamente speculativo, che rispetta i criteri urbanistici di Como e i dettami della sovrintendenza regionale dei beni ambientali. Dimezza i volumi di traffico in via Napoleona e riduce l'impatto sulla città. Il criterio del buon governo non consigliava di speculare sull'ospedale per far sì che l'azienda ospedaliera recuperasse i 60 milioni solo da questa cessione». In sostanza: se l'azienda ospedaliera deve recuperare 60 milioni dalla vendita delle proprietà, non è opportuno spingere troppo solo sull'ospedale di via Napoleona per ricavarne tutti e 60 i milioni. Il Sant'Anna, secondo Infrastrutture, è «in grado di coprire comunque i 60 milioni previsti vendendo, ad esempio, l'ospedale di Valsolda o altre proprietà. L'Agenzia del territorio spiega Rognoni il mese scorso ha provveduto a fare una (nuova, ndr) valutazione in funzione del nostro progetto, e ci ha consigliato di fissare la base d'asta a 27-30 milioni». Impossibile sapere se qualcuno offrirà una cifra più alta. «Ad ogni modo conclude il direttore generale di Infrastrutture non ci saranno buchi». L'azienda ospedaliera, però, è pronta a vendere Valsolda e altri beni per colmare questo "gap virtuale" da 30 milioni' E soprattutto, sarebbe sufficiente' «Abbiamo già previsto che tra i beni da vendere ci siano Valsolda e altre proprietà risponde Andrea Mentasti, direttore generale del Sant'Anna In base a quel mi è stato riferito, una stima di qualche anno fa fissava il valore di Valsolda e di altre proprietà tra i 20 e i 30 milioni. Spero, ovviamente, che questa perizia venga confermata. Nei prossimi mesi verrà chiesta una nuova valutazione». Andrea Bambace corriere di como