Roma, Ardea e Cerveteri le aree artistiche rastrellate Tre operazioni differenti portate a termine in tutto il Lazio che hanno permesso ai carabinieri del nucleo e tutela del patrimonio culturale di Roma di tornare in possesso e sequestrare materiale artistico e archeologico per un valore di circa 3 milioni e 300mila euro. Sei mesi di indagini per le 3 operazioni condotte tra Roma, Ardea e Cerveteri che hanno portato alla denuncia di 13 persone per reati che vanno dallo scavo clandestino, al possesso illecito fino alla ricettazione di materiale archeologico e artistico. I ritrovamenti e le operazioni sono state illustrate dal colonnello del reparto operativo del comando dei carabinieri tutela e patrimonio culturale di Roma, Raffaele Mancino e dai soprintendenti per i beni archeologici per l'Etruria meridionale e del Lazio, rispettivamente Anna Maria Moretti E Marina Sapelli Ragni. "Eufronio 2" e' la prima delle tre operazioni portata a termine in localita' Sant'Antonio, nei pressi di Cerveteri e ha portato al ritrovamento di un frammento della celebre "Kylix" gia' immessa in passato sul mercato clandestino a partire dal 1984. Due volontari di un associazione archeologica che collabora con la soprintendenza sono stati denunciati dopo che loro stessi avevano denunciato il ritrovamento casuale del reperto. A seguito di intercettazioni telefoniche e indagini i due, hanno smentito il ritrovamento casuale del reperto preso all'interno dell'area archeologica. Nelle abitazioni dei due, A.R. idraulico sulla cinquantina e C.V. una donna sulla sessantina, sono stati ritrovati reperti archeologici, oltre 2mila pezzi, per un valore di oltre un milione di euro. La seconda operazione "Rutuli" si e' svolta nella zona fra Ardea e Aprilia e ha portato alla denuncia di 9 persone per lo più appartenenti allo stesso nucleo familiare. I denunciati sono risultati i proprietari di un terreno agricolo che gravita nei pressi di Ardea dove avevano costituito, sul loro appezzamento, una vera e propria area archeologica. Durante le perquisizione all'interno del fondo e' stato ritrovata un'area sacrale e migliaia di reperti per un valore di 2 milioni di euro, fra cui una grossa maschera votiva e una statua femminile in terracotta risalente all'epoca tra l'VIII sec. a.C. e il I d.C.. "Il ritrovamento del frammento - ha detto Mancino - e' un segnale importante per queste persone affinché facciano il proprio lavoro con onestà". Anche Ragni conferma che "recuperi di questa importanza ci aiutano a programmare". La terza operazione denominata "Fortuna" ha portato alla denuncia per ricettazione di due persone, una delle quali, un noto professionista romano. Tre i reperti recuperati per un valore di circa 300mila euro: una coppia di statue lignee XVI - XVII sec. Rubati nel 1985 a Sondrio e una scultura in bronzo trafugata nel 2006 a Chieti acquistate qualche anno fa dal professionista. Le indagini sono nate dall'operazione Fortuna relativa a un traffico internazionale di reperti archeologici esportati clandestinamente e commerciati da una galleria d'arte svizzera il cui titolare e' Gianfranco Becchina già era stato processato in passato per altri reati simili. "Le vicende del vaso di Cerveteri - ha detto la Moretti - non sono esaltanti ma non ci scoraggiamo".
Maxi-operazione "Eufronio II" - Trovato un frammento della celebre "Kylix" scomparsa
Tre operazioni condotte tra Roma, Ardea e Cerveteri hanno portato ai carabinieri del nucleo e tutela del patrimonio culturale di Roma a sequestrare materiale artistico e archeologico per un valore di circa 3 milioni e 300mila euro. 13 persone sono state denunciate per reati come lo scavo clandestino, il possesso illecito e la ricettazione di materiale archeologico e artistico. I ritrovamenti includono un frammento della "Kylix" e reperti archeologici trovati in abitazioni di due volontari di un'associazione archeologica. Le operazioni sono state condotte in località Sant'Antonio, Ardea e Aprilia.
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