Dopo 75 anni chiude la merceria Isabella Ottolenghi in galleria del Toro, nel cuore di piazza San Babila. Se ne va la bottega che dal 1932 rifornisce di biancheria e bottoni i milanesi. Era suo cliente affezionato Enrico Cuccia, lo sono ancora i Moratti. Tutto finito: martedì arriverà lufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto. Matteo Besozzi, il titolare, ancora non ci vuole credere: «Con il nostro negozio se ne va un pezzo di storia cittadina - dice - ci trasferiremo, ma non sarà la stesa cosa». Le specchiere liberty, i cassetti in legno anni Trenta e i bottoni di 20mila modelli diversi saranno portati nellaltro negozio della famiglia Besozzi, in piazza Velasca. Ma lamarezza del titolare rimane: «Dopo la fine del contratto nel 2006 - dice - abbiamo proposto alla proprietà dello stabile di pagare di più, ma non cè nemmeno stata data risposta». Ancora non si sa chi prenderà le vetrine. Lombra dello sfratto incombe su tutti i 27 negozi ospitati nel palazzo del Toro 25mila metri quadri su otto piani: mano a mano che i contratti di affitto scadono, la proprietà non li rinnova. Ledificio appartiene allimmobiliarista Giuseppe Statuto, che nel 2005 lo ha rilevato da Pirelli, che lo aveva acquistato nel 2002 dalla Fiat. Dallultimo cambio di proprietà, tre anni fa, sono già stati chiusi lantiquario Ippogrifo, la storica Casa del Rasoio, la camiceria Invidia e il negozio di scarpe Varo Mariani. Altre vetrine sono passate di mano: dove cera Autogrill aprirà un negozio Diesel, che ha preso anche i locali del parrucchiere Coppola. E Phard, altra casa di moda, ha preso il posto di unantica valigeria. «I prossimi ad andarsene siamo noi», dice Carlo Portesi. Il suo negozio di bigiotteria Fantasie di Moda è in galleria del Toro dal 1954, ma il contratto è in scadenza. «E di rinnovo nessuno ci ha parlato». Chi resiste è la galleria darte Bolzani, in corso Matteotti dal 1938 e in causa con la proprietà dal 2004. Al vicino di serranda, il parrucchiere Severgnini a cui laffitto scade nel 2014, una proposta è stata fatta: «Mi hanno chiesto 380mila euro lanno per 180 metri quadri - dice il titolare Gino Sgarbi - ora ne pago 75mila». La sovrintendenza ai Beni Culturali ha vincolato il palazzo, dopo che a febbraio 2007 un voto del Senato aveva impedito che fosse sfrattato dallo stabile il Teatro Nuovo, ma per i negozi cè poco da fare. Tiziana Maiolo, assessore comunale al Commercio promette: «Farò di tutto perché le antiche botteghe non siano sfrattate, ma quella fra proprietà e negozianti è una trattativa privata, il margine di manovra è minimo». Anche il vicesindaco Riccardo De Corato, massimo sponsor del «salvataggio» del Nuovo, ammette: «La volontà di lasciare al loro posto i negozi cè tutta, ma la proprietà privata è tutelata dalla costituzione».
MILANO - San Babila, botteghe addio Ora tocca allantica merceria
La merceria Isabella Ottolenghi, che riforniva di biancheria e bottoni i milanesi per 75 anni, chiude la sua sede in galleria del Toro. Il titolare, Matteo Besozzi, dice che il negozio sarà trasferito in un altro locale della famiglia Besozzi, ma non sarà la stessa cosa. La proprietà dello stabile, appartenente all'immobiliarista Giuseppe Statuto, non rinnova i contratti di affitto dei 27 negozi ospitati nel palazzo. Altri negozi, come Autogrill, Diesel e Phard, hanno già preso il posto di negozi storici come Ippogrifo, Casa del Rasoio e Invidia.
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