I sondaggi archeologici avevano portato alla luce un importante edificio della Roma imperiale. "E ora non abbiamo scelta" Più che una scalinata esterna, i resti ritrovati ad aprile a piazza Venezia potrebbero essere un luogo di incontro tra dignitari allinterno di un grande edificio della Roma imperiale. Ma, per capirlo, bisogna abbattere tre dei pini marittimi presenti dagli anni Trenta nellaiuola davanti a piazza Madonna di Loreto. I sondaggi archeologici per la realizzazione della Metro C, che hanno portato alla luce (a 4 metri di profondità) i resti di un edificio sconosciuto, non consentono vie di mezzo. Natura o cultura. «Abbiamo inoltrato al ministero e al Campidoglio la richiesta di autorizzazione» spiega il Soprintendente archeologo Angelo Bottini «per la rimozione dei tre alberi che, purtroppo, non permettono di andare avanti con le ricerche». Il cantiere ora è in riposo, le radici dei grossi pini (alberi che non si possono trapiantare, mentre per le palme lì accanto è possibile il "trasloco") non permettono di andare oltre. Intanto Bottini e gli altri archeologi si sono fatti unidea più precisa sul ritrovamento. «La qualità nelluso del marmo ci fa pensare più a una struttura da interno che a una scalinata. È possibile che si tratti di gradoni che ospitavano seggi. Ma per capirlo dobbiamo allargare lo scavo». Dellimportanza della scoperta è consapevole la soprintendente ai Beni architettonici, Federica Galloni: «Non spetta a me dirlo, ma è il reperto più importante tra quelli rinvenuti. Si pone quindi il problema di valorizzare lo scavo alla luce di un ridisegno complessivo della piazza, progettata secondo precise simmetrie». Per il destino del luogo, e dei pini, la Galloni dà però appuntamento «a un tavolo dove Comune, soprintendenze, direzione regionale, ufficio giardini, facciano una scelta condivisa nellambito della tutela integrata».