«Le Troiane» rinviato a stasera Festival bagnato, festival fortunato? Forse oggi, non ieri sera: la pioggia ha rovinato la festa. E dire che da Roma era anche arrivato il neo ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi. La prima delle «Troiane» nel grande cortile a stella dell'Albergo dei Poveri, spettacolo inaugurale del Napoli Teatro Festival Italia, è stato rinviato a stasera, tempo permettendo. La serata era più di fine inverno che di giugno. A dire il vero, era stato previsto, in caso di pioggia, un luogo alternativo, al coperto. Ma i registi dello spettacolo, Annalisa Bianchi e Luigi Lìbertì, alla guida della Compagnia di attori europei costituita proprio in occasione della rassegna napoletana, alla fine si sono rifiutati di andare in scena. Non erano riusciti a provare le entrate e le uscite degli attori nella nuova scenografia. Questa, almeno, per ora, la spiegazione ufficiale. I registi non hanno voluto fare commenti. «Cose che succedono anche ad Avignone o Edimburgo, ovunque ci sono spettacoli all'aperto», è stato il commento sereno di Sandro Bondi. «Se "Le Troiane" sono state concepite per essere rappresentate in uno spazio aperto, è normale che lo spettacolo non si possa fare al chiuso». E poi, sulla rassegna in generale: «Sono qui anche per dare un messaggio alla città in questo momento difficile della sua vita. E questo festival dimostra che la crisi si può superare con il contributo della cultura». Ministro, pensa che il festival possa restare stabilmente a Napoli anche dopo i tre anni stabiliti dal bando di concorso? Dopo, in realtà, dovrebbe essere assegnato con un altro concorso a un'altra città italiana. Insomma, dovrebbe diventare itinerante. E Bondi: «Lavoreremo perché Napoli resti la sede definitiva di questa grande rassegna internazionale». E il governatore Sassolino precisa: «Non a caso la Regione ha costituito una fondazione per gestire il futuro della kermesse e ha stanziato venti milioni di curo per finanziarla per altri tre anni, dal 2010 al 2013, dopo la fine del primo triennio». Tra i tanti ospiti, accorsi nonostante il maltempo, anche il sindco lervolino e il presidente della Provincia Di Palma, poi Toni Servillo e Lina Sastri: «Sono felice che si faccia un festival del teatro internazionale a Napoli nonostante il momento così difficile per la città, - dice Lina Sastri - o forse proprio per questo. Adesso mi aspetto di vedere molti spettacoli di qualità». Oggi, intanto, la rassegna entra nel vivo con il debutto al San Ferdinando (ore 20) dell'«Inseguitore» di Tiziano Scarpa, diretto dal napoletano Arturo Cirillo, una delle tre pièce originali commissionate dal Napoli Teatro Festival Italia per la sezione Nuovi testi per il teatro, assieme a quello di altri due scrittori, Banana Yoshimoto e Adonis, a partire da un'esperienza diretta della città. «E il tentativo di raccontare una lunga deambulazione, un camminare ininterrotto in una città portata sul palcoscenico con le sue strade e i suoi quartieri, i suoi rumori e le sue luci», spiega Cirillo, che sarà in scena anche come attore con Michelangelo Dalisi, Sabrina Scuccimarra, Salvatore Caruso. «C'è una scena scura e completamente sgombra, fatta dì pareti, alcune fis se e altre mobili, che danno il senso di uno spazio che cambia, nasconde e rivela, con tanti personaggi che si inseguono, che entrano ed escono, con svariati modi di muoversi, come svariate sono le parole dette in movimento, con ritmi diversi». Testo «dal forte taglio cinematografico» scritto da Scarpa per quattro attori esvariati personaggi, ambientato nella periferia di una non ben definita città d' Italia, che potrebbe essere Napoli, ma non solo, «L'inseguitore» parte dall'incontro tra un vecchio signore e un giovane appena uscito dal carcere. Intorno c'è un umanità cittadina e periferica, con le sue emarginazioni e alienazioni.