Nasce l'archivio della produzione editoriale regionale: la sede in biblioteca LA STORIA dura quattro anni, e quando giunge sul tavolo delle commissioni Cultura e Affari Generali si conclude in venti minuti: la delibera con cui la giunta sottoscrive la destinazione, promossa dalla soprintendenza Regionale ai Beni Librari, dell'Archiginnasio come sede dell'archivio della produzione editoriale della regione è approvata, e già lunedì dovrebbe passare serenamente la prova del consiglio comunale. Torniamo, adesso, al 2004, quando una legge berlusconiana di soli 8 articoli (la 106 del 15 maggio) sconvolge le norme vigenti fin dal 1939 sul cosiddetto 'deposito legale' delle pubblicazioni. «Fino a oggi spiega Rosaria Campioni, soprintendente ai Beni Librari dell'Emilia Romagna - stampatori prima ed editori poi dovevano inviare 5 copie di ogni volume o rivista alla prefettura, che provvedeva a smistarle anche alle due biblioteche nazionali di Roma e di Firenze. L'intento iniziale della norma aggiunge la soprintendente - era di tipo censorio, ma a questo aspetto negativo si sommavano anche notevoli ritardi nella distribuzione delle opere alle biblioteche. Molti libri sparivano». Che cosa cambia dunque, con la legge di quattro anni fa, con il successivo regolamento del 2006 (a cui la Campioni ha lavorato attivamente) e con il definitivo decreto del Ministero per i Beni Culturali del 14 febbraio 2008? «Il mutamento è profondo e, secondo me salutare», osserva la soprintendente. «Nascono gli archivi della produzione editoriale regionale. Nel nostro caso, sarà l'Archiginnasio a ricevere tutti i volumi pubblicati dagli editori dell'Emilia Romagna, a catalogarli, a conservarli e a renderli consultabili. Sarà escluso, invece, il prestito. La conservazione è il primo obiettivo e, con essa, la valorizzazione dei nuovi volumi con incontri, presentazioni, appuntamenti diversi». PER AVERE un'idea della massa di materiali che entreranno nella nostra storica biblioteca civica, basta sapere che nel 2006 in Emilia Romagna sono usciti 6.745 titoli, con un incremento del 7,4 rispetto ai dati precedenti. «Siamo al secondo posto nella produzione libraria dopo la Lombardia», precisa la Campioni. «Inoltre la nuova legge ha il pregio di allargare la conservazione a ciò che si ascolta e si vede e ai supporti informatici. I film in senso stretto, sempre prodotti in regione, avranno come luogo di conservazione la Cineteca Comunale». LA PROPOSTA di delibera approvata ieri nella Sala Bianca di Palazzo d'Accursio (l'ha presentata l'assessore Guglielmi, assistito dalle informazioni tecniche del direttore dell'Archiginnasio, Bellettini) prevede l'erogazione dalla Regione al Comune di 100mila euro (per il solo 2008) come finanziamento dei servizi di inventariazione e catalogazione, oltre che per l'acquisto delle attrezzature e degli arredi necessari. Vi è, naturalmente, il problema degli spazi. L'Archiginnasio ha già provveduto a dirottare in un magazzino dalle parti di Granarolo doppioni o annate di periodici scarsamente consultati. «In tal modo - spiega il direttore Bellettini - potremo allestire nel nostro palazzo gli uffici destinati al trattamento dei nuovi materiali». Quanto alla collocazione di questi ultimi, almeno inizialmente si utilizzeranno gli spazi dell'Urban Center che dal sottopassaggio di via Rizzoli si sta già trasferendo nella Sala Borsa.