Gianfranco Imperatori, patron di Civita, esorta il nuovo Governo a sostenere l'industria turistica soprattutto attraverso il patrimonio culturale e ambientale. Per recuperare quote di mercato e invertire il declino ROMA. Nei giorni che hanno preceduto la formazione del nuovo Governo, temevamo che la riduzione del numero dei Ministeri escludesse il Ministero per i Beni culturali, o che quanto meno questo fosse accorpato in altri Ministeri. Così non è stato e ne prendiamo atto con piacere. Eravamo anche preoccupati che si dimenticasse che in Italia esiste un settore importante come il turismo, ma constatiamo che. alla fine,è stato collocato nel posto giusto, cioè alla Presidenza del Consiglio, sede che ribadisce il ruolo trasversale del turismo. Siamo consapevoli che il turismo è delegato alle Regioni e quindi potrebbe non avere cittadinanza nel Governo. Ma.pur restando le competenze alle Regioni, e 'è una esigenza di sistema Paese da salvaguardare. Spetta al Ministro e al Sottosegretario il compito di far dialogare cultura e turismo, in modo che l'uno sia complementare all'altro. Il turismo è un «asset» trasversale che coinvolge moltissimi settori produttivi e nel breve periodo può essere il modello di sviluppo che può ridare slancio e competitività al Paese. In particolare l'Europa (Francia, Spagna e Gran Bretagna), ne è una prova: non è più quel terziario a cui eravamo abituati quando prevaleva il manifatturiero. L'economia della conoscenza , unita alla richiesta di federalismo, trova nel territorio il suo epicentro che impegna tutte le istituzioni nazionali e locali ad agire coniugando sempre turismo e cultura. La nostra esperienza, e, in genere, i dati, dimostrano che la cultura può consentire al turismo di recuperare quote di mercato, purché si adottino politiche nuove: il World Economie Forum classifica l'Italia al 28simo posto per competitività nel settore Viaggi e Turismo, malgrado il nostro Paese stia beneficiando della tendenza positiva, confermata anche per il 2008, del settore turistico a livello mondiale. Turismo e cultura, inoltre, possono essere motori per tutta l'economia reale: aeroporti, porti, viabilità, ambiente, ricettività, rifunzionalizzazione delle città, nuove tecnologie. II turismo è anche l'occasione per far diventare le infrastrutture vere e proprie imprese. Perdere o non rafforzare il collegamento tra turismo, patrimonio culturale e (non meno importante) patrimonio ambientale, promuovendo l'integrazione, la valorizzazione e la promozione territoriale, significherebbe rinunciare a una grande opportunità di crescita economica, di sviluppo sociale e di affermazione internazionale. Alle politiche di coordinamento a livello di Governo centrale dovrà corrispondere un forte senso di responsabilità da parte delle Regioni. Se le riforme in direzione federalista potranno contribuire a dare un impulso di crescita a tutto il Paese, e se è vero che il centro del nuovo slancio nazionale verrà proprio dal territorio, sarà essenziale che le stesse Regioni lavorino a rafforzare l'immagine di un Paese coordinato e fortemente integrato.
Bondi, mi dia retta, punti sul turismo
Il patron di Civita, Gianfranco Imperatori, esorta il nuovo Governo a sostenere l'industria turistica attraverso il patrimonio culturale e ambientale. Il turismo è un settore importante per l'Italia e deve essere coordinato con la cultura e l'ambiente. Il Ministero per i Beni culturali è stato collocato alla Presidenza del Consiglio, sede che ribadisce il ruolo trasversale del turismo. Il turismo può essere un modello di sviluppo per il Paese e può ridare slancio e competitività. L'Europa, in particolare la Francia, la Spagna e il Regno Unito, ne è una prova. La cultura può consentire al turismo di recuperare quote di mercato se si adottano politiche nuove.
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