Nasce tra Italia ed Egitto un "Partenariato strategico rafforzato" per stringere ulteriormente i legami bilaterali e per sviluppare nuove opportunità tra i due Paesi. Ad annunciarlo sono il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente Hosny Mubarak al termine del primo vertice italo-egiziano, conclusosi ieri con la firma - da parte dei due rispettivi ministri degli Esteri, Franco Frattini e Ahmed Abul Gheit - di un memorandum d'intesa, che, secondo le parole del premier, farà compiere "un salto di qualità nei rapporti " tra Roma e il Cairo. Gli stessi ministri hanno poi firmato una dichiarazione congiunta per la creazione di un'università italo-egiziana, che avrà sede in Egitto e servirà a rafforzare i legami culturali, scientifici e tecnologici tra i due Paesi, e una dichiarazione che proclama il 2009 anno italo-egiziano per la Scienza e la tecnologia. Al termine del vertice, i ministri della Cultura di Italia ed Egitto, Sandro Bondi e Farouk Hosny, hanno invece firmato un accordo per la preservazione del patrimonio storico e culturale e uno per il restauro del museo egizio del Cairo, mentre i ministri dell'Agricoltura, Luca Zaia e Amin Abaza, hanno firmato un'intesa che riguarda la collaborazione nel settore marittimo e della pesca. "Con gli accordi stipulati oggi tra Italia ed Egitto si apre la stagione degli impegni concreti, per mettere fine alla stagione dei memorandum di grandi intenzioni che non trovavano applicazione nella realtà". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak. Il premier annuncia che il 2009 sarà un anno "di intensi scambi culturali, l'anno italo-egiziano della scienza e della tecnologia. "Siamo il paese numero uno - afferma Berlusconi - per quanto riguarda il turismo in Egitto e numero uno in Europa per quanto riguarda l'interscambio commerciale. Il presidente del Consiglio insiste poi sulla collaborazione tra i due paesi che metteranno in atto per la soluzione della crisi mediorientale e per la grande sfida rappresentata dalla grave crisi alimentare.