Cosa fare delle splendide sculture e materiali lapidei che i maestri Campionesi secoli fa idearono per le facciate esterne della Ghirlandina? La "Gazzetta di Modena" nei giorni scorsi ha pubblicato l'opinione di un lettore che, preoccupato dell'impossibilità di visionare i rilievi romanici una volta tolto il ponteggio post restauro sulla torre civica, propone di sostituirli con copie collocando gli originali "ad altezza d'uomo" nel Museo Lapidario del Duomo. Condivide l'opinione Arturo Carlo Quintayalle, uno dei maggiori esperti di arte medioevale e docente all'Università di Parma: «Oggi come oggi - dice al telefono dalla Siria - la tecnologia permette copie di opere d'arte realizzate al laser pressoché perfette e con un costo piuttosto contenuto. Il problema è che il materiale lapideo si distrugge con il clima attuale, dunque riportare all'interno è fondamentale anche perché l'identità del luogo è salva lo stesso». Gli studiosi su questo tema sono divisi e molti sono anche quelli contrari a trasformare i nostri paesaggi urbani e artistici in copie. Il caso a Modena ancora non è stato affrontato. Ci vorrà probabilmente un anno perché ancora si stanno facendo indagini preliminari sulla pietra di mensole marmoree e sculture. Si è comunque deciso in ogni caso di fare copie dei manufatti più importanti del ciclo cavalleresco - "scoperto" dai modenesi grazie alle visite guidate organizzate nelle settimane scorse dai Lavori pubblici del Comune. Molti enti, come l'Accademia delle Belle Arti di Brescia continua a manifestare interesse - che a detta dei responsabili del restauro imminente presentano numerose problematiche come le "croste nere" (solfatazione della pietra causati da piogge acide e smog) e l'uso davvero intenso delle resine (aggrediscono a fondo la pietra) nel corso della manutenzione degli anni Settanta. «Il Comune - conferma Francesca Piccinini, direttrice del Museo d'Arte - farà il contrario, ossia realizzeremo calchi nelle sculture angolari più importanti, ma non verrà sostituito nulla sulla Ghirlandina. Sono in corso trattative con una delle maggiori aziende specializzate d'Italia che per una cifra tra i 40mila e i 50mila euro produrrà le copie che noi utilizzeremo per motivi didattici nei nuovi spazi del museo. Sperò poi sia possibile, magari tramite uno sponsor, trovare altri 30mila euro per completare il modellino del Duomo già esposto con quello della Ghirlandina. Spero, a restauro terminato, di poter realizzare una mostra». Intanto le ricerche intorno al monumento continuano: in questi giorni Stefano Lugli dell'Università di Modena è in Istria con alcuni studenti per fare analisi sulla pietra aurisina lì abbondante, visto che da queste cave provengono i materiali delle antiche sculture.