Pavia, il Ministero sospende il finanziamento. Ora i lavori sono fermi Non riaprirà prima del 2011. Servono altri 14 milioni di euro per finire La conferma arriva dalla Soprintendenza. Intanto i ponteggi restano e costano 100mila euro al mese PAVIA. Il ministero per i Beni culturali ha bloccato i fondi e l'apertura del Duomo slitterà al 2011. Senza i 3,7 milioni promessi dal governo, i lavori della Soprintendenza sono bloccati e non potranno concludersi entro il 2009. Inizieranno quindi più tardi anche i lavori finali, che serviranno a rendere funzionale la chiesa e restituirla alla città, per i quali bisognerà trovare altri 8-10 milioni di euro. Il ritardo è confermato da Giuseppina Vago, della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Lombardia. Vago è direttore dei lavori di restauro architettonico del Duomo e opera in stretto contatto con Giorgio Macchi, che si occupa del consolidamento statico: «Il ministero ha richiamato i fondi per il triennio 2007-09 spiega noi avevamo chiuso la nostra progettazione e dovevamo solo affidare i lavori». 13,7 milioni previsti, che erano stati garantiti dal ministero nel 2007, sono necessari per il consolidamento statico dei pilastri, la cupola e restauri vari. Il blocco sarebbe stato operato nel passaggio di consegne tra vecchio e nuovo governo. Non una misura specifica contro il Duomo, ma una pratica che ha riguardato anche altri finanziamenti, stanziati, ma non ancora appaltati. «Di solito i fondi sono disponibili sino a fine anno, in questo caso fino al 2008 spiega Vago Invece sono stati sospesi molto prima». I ponteggi però restano ancora al loro posto: «II costo per smontarli e rimontarli sarebbe enorme», sottolinea il direttore dei lavori. C'è però un costo anche nel lasciarli montati: «Abbiamo stimato che per tre mesi ci costerebbe 300mila euro dice Vago Speriamo che i fondi si sblocchino al più presto. Teniamo conto che i lavori che ci com-petono sono ormai completati per i quattro quinti. I tempi? Se non ci fosse stato questo ritardo avremmo finito per fine 2009, in modo da consegnarlo per i lavori di adeguamento finale, con conseguente apertura nel 2010. Ora ci sarà un slittamento, difficile da quantificare». Quasi sicuramente non si finirà prima del 2011 e nella Diocesi di Pavia c'è grande preoccupazione. Infatti, conclusi i lavori strutturali (gran parte dei quali finanziati dai vari governi che si sono succeduti nell'ultimo decennio), bisognerà intervenire sui pavimenti e gli arredi, rendendo in pratica il Duomo vivibile e consentendo il ritorno dei fedeli. Si parla di 8-10 milioni di euro di spesa. Per reperire questi fondi la diocesi di Pavia si sta già muovendo. In primo luogo potrebbe chiedere un intervento straordinario dell'Istituto centrale per il sostentamento clero di Roma. Si punterà poi sulle fondazioni bancarie, da sempre sensibili al problema: la Fondazione Banca del Monte e la Fondazione Cariplo. Tra l'altro quest'ultima ogni anno realizza un «Intervento emblematico» in una provincia della Lombardia, a turno. Nel 2010 sarà l'anno di Pavia, quindi potrebbe essere proprio il Duomo a beneficiare di questo finanziamento speciale. Si spera nelle istituzioni pubbliche e si chiederà uno sforzo particolare alle parrocchie. Nella speranza che finalmente nel 2011, a distanza di 22 anni dal crollo della Torre civica e a 15 dalla chiusura del Duomo, Pavia possa riavere la sua cattedrale. PAVIA. Un cantiere infinito. Il Duomo di Pavia, la cui costruzione fu terminata nel 1855, ha una cupola di 30 metri di diametro e 92 di altezza. Dal crollo della Torre civica (17 marzo 1989), il Duomo è diventato un sorvegliato speciale. Il 2 gennaio 1996 la caduta di alcuni calcinacci portò alla chiusura della cattedrale (solo parzialmente riaperto in seguito). I lavori prevedono la messa in sicurezza, consolidamento dei pilastri e della cupola. In totale, a conti fatti, dovrebbero essere spesi circa 35 milioni di euro, la maggior parte dei quali (23 milioni) a carico del Ministero per i beni e le attività culturali. Di questi manca l'ultima tranche di 3,7 milioni. Poi ne serviranno 8-10 per gli arredi e i pavimenti.