Poggiomarino. Monili di bronzo, attrezzi di legno, suppellettili in ceramica: i reperti del villaggio protostorico della Longola, emerso nel 2000 durante i lavori per la costruzione del depuratore del fiume Sarno, saranno mostrati domenica, dalle 9,30 alle 13, nell'area espositiva che si trova accanto agli scavi. È la prima volta che viene organizzata un'esposizione aperta a tutti dei «tesori» della Longola. Dell'allestimento, che beneficia del patrocinio del Comune di Poggiomarino, si occuperanno gli esponenti del gruppo archeologico «Terramare 3000», a cui è stata affidata la gestione del sito preistorico dalla Soprintendenza ai Beni archeologici di Pompei, l'associazione «Amici del Sarno» e i volontari della parrocchia Sant'Antonio di Poggiomarino. Quelli in visione, diverse centinaia di pezzi, saranno solo un campione rappresentativo dei tantissimi reperti rinvenuti in questi anni di scavi. In circa 7 ettari di terreno, gli archeologi hanno riportato alla luce oltre 500.000 reperti ceramici, 80.000 reperti faunistici, centinaia di reperti in legno, oltre 600 particolari di rilievi in bronzo, pasta vitrea, ambra, ferro, piombo, osso e corno lavorato. Sono le tracce, per molti studiosi inequivocabili, della presenza lungo il fiume Sarno di una popolazione denominata Sarrastri, dedita al commercio e alla navigazione e menzionata anche da Virgilio nell'Eneide. Un'area insediativa, con capanne e palafitte, che risale al VII secolo avanti Cristo e che sarebbe stata l'antesignana di Pompei poiché, dopo il suo abbandono, la popolazione si sarebbe diretta verso l'area vesuviana. Per questo motivo gli scavi della Longola vengono considerati di altissimo valore dagli esperti del settore. Nel 2003 fu deciso di interrompere i lavori per il depuratore del Sarno per fare spazio ai saggi di scavo, che sono proseguiti fino alla fine del 2007. Da gennaio scorso gli scavi sono terminati e pure i lavori di manutenzione sono fermi. Della Longola si occupano solo i volontari di «Terramare 3000», cittadini non solo di Poggiomarino, ma anche di Striano (il sito si trova ai confini tra i due Comuni), Sarno, San Valentino, Palma Campania, Terzigno. Il gruppo archeologico ha da tempo presentato un progetto che comprende la realizzazione sul posto di auditorium, sala convegni, scuola e laboratori di restauro, sale espositive, ricostruzione virtuale di una capanna, area parcheggio e ristoro. La Soprintendenza e la Regione Campania hanno fatto sapere che i finanziamenti al progetto sono possibili solamente attraverso una Fondazione costituita allo scopo. Per questo motivo «Terramare 3000» ha deciso di iniziare un percorso per la costituzione di una fondazione, almeno regionale. Intanto, però, il futuro di Longola resta incerto nonostante si tratti, come spiega Federico Cordella, architetto e storico del territorio «di un'occasione importantissima per la Valle del Sarno e per tutta l'area vesuviana. Le istituzioni dovrebbero prendere serie iniziative di rilancio». Aggiunge Linda Solino, docente e rappresentante di Terramare: «Longola è un patrimonio di tutti e dovrebbe essere inserito all'interno di un piano di valorizzazione del nostro territorio. Noi ci auguriamo che anche il parco regionale del Sarno, il cui nuovo presidente è stato nominato da poco, possa fare la sua parte, assieme ai Comuni interessati e alle altre istituzioni».
CAMPANIA - Poggiomarino: domenica i reperti in mostra per la prima volta. Fondazione per gestire il villaggio
Il villaggio protostorico della Longola, scoperto nel 2000 durante i lavori per il depuratore del fiume Sarno, sarà esposto domenica dalle 9,30 alle 13. I reperti, tra cui monili di bronzo, attrezzi di legno e suppellettili in ceramica, saranno mostrati nell'area espositiva accanto agli scavi. La Longola è considerata un'area insediativa del VII secolo a.C. e sarebbe stata l'antesignana di Pompei. Gli scavi sono stati interrotti nel 2003 per fare spazio ai saggi di scavo, che sono proseguiti fino al 2007.
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