La Valle dei Templi è sempre stata il traino del comparto turistico nel territorio agrigentino. I dati emessi dall'Azienda autonoma turismo, relativi ai primi mesi dell'anno, però, segnalano una certa crisi del settore che la Valle, da sola, non riesce a risolvere. Si tratta di un problema tutto agrigentino oppure si collega a una crisi del settore a livello regionale? Ne abbiamo parlato con Pietro Meli, direttore dell'Ente Parco Valle dei Templi. «Secondo i dati dei primi mesi di quest'anno si registra una stasi del settore e non è un problema soltanto della Valle dei Templi ma del turismo in Sicilia. La Valle segue esattamente l'andamento del turismo sul territorio regionale: se aumenta il turismo in Sicilia, aumenta anche quello nella Valle dei Templi». La Valle dei Templi è sempre stata un traino per il turismo del nostro territorio. «Certo, ce ne rendiamo conto. I turisti vengono ad Agrigento perché vi è la Valle dei Templi. Ora, evidentemente, più gente giunge in Sicilia, più turisti arrivano ad Agrigento». Cosa bisognerebbe migliorare per incrementare il settore? «Occorrerebbe fare sistema, come abbiamo avuto occasione di dire più volte, con altri enti che gestiscono beni nella provincia e non soltanto ad Agrigento. Bisogna unire le forze e rendere più appetibile tutto il nostro territorio perché non vi è solo la Valle nè possiamo immaginare che vengano milioni di turisti solo per visitare la Valle dei Templi. La gente vuole vedere i beni culturali, l'archeologia, il paesaggio, vuole andare al mare e vuole divertirsi. Ecco, sarebbe opportuno che il territorio si adeguasse alle richieste del settore». Quanto incide la carenza di personale addetto al servizio di custodia all'interno della Valle dei Templi? «Il personale addetto al servizio di custodia è limitato, parecchi siti sono aperti soltanto in determinate circostanze e abbiamo instaurato un sistema di visite dietro prenotazione». Come si può risolvere il problema? «Con l'assegnazione di un determinato numero di custodi. Adesso siamo a meno del 50 per cento del reale fabbiogno che si manifesta, soprattutto, nei giorni festivi. Le norme non consentono al nostro personale di svolgere più del 30 per cento di servizio nei giorni festivi per cui, anche facendo i i turni, con il personale ridotto al lumicino, spesso alcuni siti devono rimanere chiusi. Per quanto riguarda la parte , principale della collina abbiamo rimediato con un gruppo di volontari che prestano servizio nei giorni festivi». Carenza di personale a parte, diventa di fondamentale importanza, al fine di pianificare una serie di servizi, diversificati tra loro, in grado di soddisfare le esigenze dei visitatori, instaurare un rapporto di dialogo e di collaborazione tra le varie istituzioni, come ha giustamente affermato Pietro Meli. In tal senso, Renato Buscaglia, assessore comunale ai lavori pubblici, ha sottolineato l'avvio di questo proficuo rapporto: «Il dialogo tra Comune ed Ente Parco, ma anche con la Soprintendenza e con gli altri enti interessati, diventa più frequente e le occasioni di incontro sono sempre più numerose. La i necessità di confrontarsi sui vari aspetti della gestione del territorio ha determinato un continuo dibattito a vari livelli, non solo fra gli uffici ma anche tra i vertici politici e amministrativi degli enti stessi. Ed è palpabile l'avvio di una nuova fase di rapporto costruttivo con la Soprintendenza - ha concluso l'assessore Buscaglia - che si esplicita in fatti concreti, quali gli interventi di manutenzione sulle strade in zona A e i parcheggi a San Leone».