Italia Nostra pronta a dare battaglia per ripristinare dei vincoli su edifici degni di tutela, Lapam e Licom che giudicano larea commerciale come unarma letale per le attività che già soffrono in centro. Sono le due nuove tegole che si abbattono sul progetto di riqualificazione dellarea dellEx-Amcm, sul quale già gravano due petizioni di cittadini e il rischio di bocciatura in consiglio. Sul fronte della tutela del patrimonio architettonico Italia Nostra riapre il capitolo vincoli. «Certo - spiega il presidente Giovanni Losavio - lassessore Sitta ha ricordato che tutti i vincoli sono stati chiariti e per cinema Estivo, palazzina Vecchi, e depositi dei bus cè stato il nulla osta ad abbattere tutto. Ma noi chiederemo una revisione dei vincoli alla luce di nuovi elementi che sono emersi in questi ultimi mesi. Si parte dalle opere di Vinicio Vecchi. «Larchitetto è autore della palazzina che si affaccia su via Sigonio e del cinema estivo - ricorda Losavio - edifici per i quali a nostro avviso sussistono i due elementi per la tutela: sono opere realizzate più di 50 anni fa ed è morto il suo autore. Le dirò di più: lo stesso architetto, in vita, chiese alla Soprintendenza la tutela speciale nellinteresse del progettista di tale edificio, ai fini della tutela del diritto morale dellautore. Ora, il fatto che Vecchi sia, purtroppo, deceduto, di fatto rafforza un altro presupposto di tutela. A questo punto una nuova verifica della soprintendenza diviene dobbligo». E Losavio, a questo proposito ritiene che, contestualmente la Soprintendenza dovrebbe riprendere in mano il caso dei depositi di bus. «Proporremo una verifica anche sui depositi dei bus - spiega - i due edifici con capitelli in stile ionico, di particolare pregio, che si affacciano sullattuale parcheggio. Per un errore materiale nella lettura delle mappe catastali, il vincolo è stato cancellato, deve esserci». E in ballo cè ancora un ricorso al Tar del Lazio, presentato da Italia Nostra proprio contro il mancato riconoscimento dellerrore materiale. Intanto un altro «no» al progetto arriva da Lapam e Liconi per le quali non si sente «il bisogno di introdurre ulteriori quote di commercio, come sono previste sullarea, nellimmediata vicinanza della città antica. - scrivono Questo perchè gli spazi inutilizzati in centro per il commercio sono abbondanti». Uneventuale superficie della distribuzione organizzata, per le due associazioni, «inciderebbe negativamente sulla attività dei commercianti di generi alimentari del centro e di tutta larea che va da via Carlo Sigonio a via Gobetti. Inoltre il numero dei parcheggi previsti sulla lottizzazione sembra più tarato sulla residenza, che sulle esigenze del centro. Il richiamo di altri esercizi in zona non potrebbe che peggiorare la situazione rendendola ulteriormente asfittica». Per Lapam e Liconi, poi, «è impossibile oggi, nel momento in cui si approva un progetto di grande superficie distributiva, prevederne gli sviluppi semmai predicendo che saranno esclusivamente al servizio del vicinato». Infatti «le grandi superfici sono in gravi difficoltà da alcuni anni e reagiscono, per difendere se non gli utili almeno i fatturati, con lapertura di nuovi punti vendita. Basti pensare al recente caso di Baggiovara, presentato come servizio al solo complesso ospedaliero, è entrato sul mercato con una aggressiva iniziativa di sconti sui carburanti con una valenza e un richiamo provinciale».
MODENA - Italia Nostra: Vincoli da rivedere
Italia Nostra ha espresso la sua opposizione al progetto di riqualificazione dell'area dell'Ex-Amcm, che prevede la creazione di un'area commerciale. Le due associazioni, Lapam e Licom, hanno già espresso la loro opposizione al progetto, affermando che l'area commerciale sarebbe un "armo letale" per le attività commerciali esistenti nel centro storico. Italia Nostra ha richiesto una revisione dei vincoli per l'area, in particolare per gli edifici realizzati più di 50 anni fa, come il cinema Estivo e la palazzina Vecchi. La società ha anche richiesto una verifica dei depositi dei bus, che sono stati cancellati per un errore materiale nella lettura delle mappe catastali.
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