MONZA REPERTI ARCHEOLOGICI etruschi appena recuperati nella provincia di Sondrio. Il giorno prima, un antiquario di Vigevano condannato per aver ricettatto opere darte del Cinquecento trafugate da alcune chiese francesi. E, prima ancora, una lunga scia di furti e compravendite che sovente unisce in un lungo filo rosso un malsano amore per la storia e per larte con la criminalità organizzata, collezionisti senza scrupoli e il riciclaggio di denaro sporco. A vigilare su tutto, a scavare - più o meno metaforicamente -, arrestare, denunciare e, per fortuna, a recuperare, un corpo scelto di carabinieri di stanza a Monza, dove ha sede il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dellArma. Al loro comando, il capitano Andrea Ilari, che proprio pochi mesi fa, nella tradizionale conferenza stampa di presentazione dei dati dellattività effettuata dai suoi uomini nel 2007, aveva spiegato cosa si muove dietro il mondo dei ladri di opere darte. I DATI 2007 sono raggelanti: 134 furti a chiese, enti pubblici, privati; 10.247 opere darte sequestrati fra reperti archeologici (6.090), pezzi dantiquariato (4.127), falsi (30). La tipologia dei reperti su cui hanno messo le mani i «pirati dellarte» sono i più disparati: dai dipinti allebanisteria, dalle sculture agli oggetti sacri, dagli orologi alle armi artistiche (due sparite lanno scorso da un museo di Mantova) ai libri o documenti storici (ben 3.826, quasi un mercato a parte). Significativo il valore complessivo dei beni recuperati o sequestrati: 15 milioni e 775 mila euro. E si tratta di un mondo in continua evoluzione, dove la vera «moda» del momento, almeno in Lombardia, terza regione italiana per furti denunciati dopo Lazio e Piemonte, sembra essere diventato il mercato dellarte moderna e contemporanea. UN MERCATO che offre beni sicuri, su cui investire spesso il provento di attività criminose, adocchiato addirittura da mafia, camorra, ndrangheta. «La Lombardia sostiene il capitano Ilari - è il secondo mercato europeo di arte moderna e contemporanea. Autentica, ma anche rubata e contraffatta. Un territorio ponte rispetto al cuore economico finanziario della Comunità Europea, con una spiccata propensione allo scambio commerciale e culturale di respiro internazionale. In Lombardia sono presenti i più importanti scali aeroportuali internazionali del Nord Italia e le frontiere terrestri con la Svizzera. E in tale ottica - aggiunge il capitano non è infrequente constatare come i reati concernenti le opere darte e i beni culturali concorrano con reati contro pubblica amministrazione e finanza». Una criminalità del tutto permeata dai flussi finanziari del momento. Un fatto che spiega come, a dispetto delle cifre, i furti di oggetti darte siano in realtà in netto calo rispetto agli anni precedenti e riguardino opere di valore spesso mediocre. «E la legge della domanda e dellofferta chiariscono i carabinieri di Monza -: se ci sono meno soldi, se cè crisi economica, se vengono a mancare i compratori, anche i furti diminuiscono o vanno a riguardare manufatti più facilmente smerciabili». MEGLIO allora investire nella contraffazione: i militari trovarono proprio lanno scorso a Milano alcune fonderie artistiche clandestine, dove venivano preparate false sculture di Arnaldo Pomodoro. Colpa della crisi dei mutui subprìme statunitensi, che ha spinto molti investitori medio piccoli a rivolgersi al mercato dellarte contemporanea. Un mercato, che ha portato i carabinieri come ospiti dellultima edizione del Mi-Art, che però ha meno da offrire: ed è in questo «buco quantitativo» che si inserisce il mercato illegale dei beni contraffatti. Anche se spesso proprio questi piccoli medi investitori, del tutto inesperti di arte, sono proprio quelli che si fanno «gabbare» più facilmente dai falsari.
BENI CULTURALI - Indiana Jones contro i predatori dellarte
I carabinieri di Monza hanno recuperato reperti archeologici etruschi nella provincia di Sondrio. Il giorno prima, un antiquario di Vigevano è stato condannato per aver ricettato opere darte del Cinquecento trafugate da alcune chiese francesi. La Lombardia è terza regione italiana per furti denunciati dopo Lazio e Piemonte. I carabinieri hanno recuperato 15 milioni e 775 mila euro di beni culturali. Il mercato dellarte moderna e contemporanea è in continua evoluzione e offre beni sicuri per investire, spesso il provento di attività criminose. La mafia, la camorra e l'ndrangheta sono coinvolte nel mercato illegale dei beni contraffatti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo