La raccomandata è arrivata sul tavolo dei responsabili del Ministero dei beni culturali, dellAccademia di Brera e della Sovrintendenza alle belle arti. A scriverla Audio Porfidio, leader del movimento Voce della città, che li chiama in causa per avere un parere sugli effetti del piano integrato di piazza Vittorio Emanuele. Perché i referendari, incassato lesito del voto, ora si pongono come paladini dellarte e sottolineano i rischi che si andranno correndo con lavvio dei lavori. Tre i punti posti a conoscenza degli esperti: «I) La realizzazione comporta secondo i progettisti il trasloco dello storico Monumento ai caduti. Lopera, realizzata da Enrico Manfrini, lo "scultore dei Papi", è imponente e il suo trasferimento per blocchi potrebbe danneggiarla seriamente; 2) Il silo sotterraneo non migliora la situazione parcheggi in centro, ma la peggiora aumentando di centinaia di auto il flusso in entrata e uscita; 3) Saranno effettuati scavi in profondità che potrebbero compromettere la stabilità di edifici storici, come Palazzo Cicogna, il cui nucleo più antico è cinquecentesco. Non si esclude, secondo quanto riportato da volumi di storia bustese, che la piazza possa nascondere testimonianze molto più antiche, addirittura romane, che gli scavi potrebbero danneggiare». Insomma, larte va salvaguardata e per questo Porfidio chiede perizie e ricerche. Senza dimenticare che «con il trasloco forzato del monumento la piazza perderebbe la sua identità storica». Intanto domani a mezzogiorno il comitato referendum si riunirà pubblicamente in Municipio per visionare gli atti al referendum e prendere decisioni su eventuali reclami in merito alle operazioni di scrutinio. Le urne sono chiuse, il caso non ancora.