Peter Greenaway ci ha preso gusto. Dopo lUltima Cena di Leonardo toccherà allo Sposalizio della Vergine di Raffaello, ospitato nella pinacoteca di Brera. Il regista inglese si incontrerà a fine giugno con la neosovrintendente di Brera, Sandrina Bandera. I contatti ci sono già stati: «Peter Greeneway - spiega Franco Laera, curatore della reinterpretazione del Cenacolo - è entusiasta di poter continuare il suo dialogo con i grandi artisti. Soprattutto di poterlo fare con lo Sposalizio della Vergine di Raffaello». Brera e il rilancio. In attesa dellatto finale che dovrebbe finalmente sancire il trasloco dellAccademia nella caserma di via Mascheroni e liberare spazi per la Pinacoteca, la sovrintendente deve gestire la transizione. «Due, tre anni» spiega la Bandera. E per risollevare le sorti di un museo tra i più belli al mondo ma sofferente per gli spazi, per la scarsa affluenza, per i problemi legati tecnologie ormai obsolete, sta per stilare il programma del 2009. «La scarsa affluenza è un problema di tutti i musei. Perché la gente è più interessata agli eventi, alla singola mostra, piuttosto che alla collezione museali». Da qui la necessità di ampliare «lofferta». E di fornire un giusto mix che si rivolga a tutti i «pubblici» possibili. Piccole e grandi mostre, ma anche convegni scientifici. E un evento. Peter Greenaway che dialoga con Raffaello grazie alle luci e ai suoni. Dopo La ronda di notte di Rembrandt al Rijksmuseum di Amsterdam, dopo lUltima Cena di Leonardo - è stata fissata la data dellhappening: il 30 giugno toccherà allo Sposalizio della Vergine di Raffaello, che insieme al Cristo Morto di Mantenga, alla Pala Montefeltro di Piero della Francesca e al Bacio di Hayez rappresenta una delle icone di Brera. La tavola, dipinta nel 1504, è in fase di restauro. È stata spostata di sala ed è visibile a tutti grazie a una teca trasparente: «In questo momento il Raffaello è un libro aperto davanti a tutti. È il momento più favorevole per dare una lettura critica dellopera grazie allinterpretazione di Greenaway». «E un quadro straordinario - continua Laera - che permette interessanti connessioni con larchitettura e il senso della prospettiva. Ripeto, Greenaway è entusiasta». Non sono ancora state decise le modalità. Anche in questo caso potrebbe spuntare un «clone», ma è tutto da verificare. Certo, nella sala XXIV, che oltre al Raffaello, ospita un Piero della Francesca, lo spazio è limitato. Quindi, ci si potrebbe spostare sul loggiato. «Ma per adesso bisogna studiare il progetto - conclude Làera - perché non cè serialità nel dialogo di Greenaway con gli artisti. Resta il paradosso. Che mentre la sovrintendenza regionale esercitava in un duro braccio di ferro con Vittorio Sgarbi sullopportunità di utilizzare il Cenacolo originale, unaltra sovrintendenza, quella di Brera, aprisse le porte al regista inglese per ripetere la sua operazione con lo Sposalizio della Vergine.