La giunta regionale di destra sta dando il via alla Formia-Fiumicino, che sventrerà aree agricole e preziose riserve naturali, ingorgando ancor più il traffico nella zona sud di Roma. A ciascuno il suo. Presto la regione Lazio avrà il «Corridoio tirrenico sud», proprio come alla Toscana spetta quello nord. La giunta Storace ha annunciato la prossima realizzazione di una nuova autostrada a sei corsie che collegherà Fiumicino a Formia, passando nel cuore dell'Agro pontino e di aree a protezione speciale. Il progetto verrà finanziato al 40 dalla legge obiettivo e al 60 con investimenti privati, mentre sarà la Arcea spa, società della regione, a realizzare l'opera. C'è anche la Valutazione d'impatto ambientale (Via) sul progetto preliminare, che è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale il 3 dicembre. Cittadini e associazioni hanno tempo fino al 3 gennaio per presentare le loro osservazioni che, promettono Verdi e ambientalisti, saranno tante. «La nuova autostrada - denunciano infatti Verdi, Italia nostra, Legambiente e le associazioni ambientaliste del litorale romano - sventrerà siti di importanza comunitaria, zone a protezione speciale e aree agricole, compromettendo l'economia dell'Agro pontino». Il tracciato della Fiumicino-Formia corre tra le vie Appia e Pontina e solo nel comune di Roma trancia di netto due riserve naturali di interesse nazionale ed europeo - quelle del Litorale Romano e di Decima-Malafede - che costituiscono un corridoio ecologico di primaria importanza per la fauna stanziale e migratoria. L'autostrada procede poi attraverso i siti di interesse comunitario di Lavinium, Isola Sacra, Castel Porziano e per il parco dei Monti Aurunci, zone che per legge dovrebbero essere soggette ai vincoli di massima tutela. Le conseguenze del progetto, denunciano gli ambientalisti, peseranno anche sull'agricoltura, che si vedrà sottrarre migliaia di ettari di terreni coltivabili. Di «situazione preoccupante per ambiente e agricoltura» parla anche l'assessorato per le politiche ambientali e l'agricoltura del comune di Roma, che precisa: «Il progetto del Corridoio tirrenico sud non è previsto dal piano regolatore della città». A fronte di costi tanto alti, poi, per gli ambientalisti ci saranno pochi benefici. Gli svincoli dell'autostrada infatti toccano solo i centri maggiori, come Terracina e Latina, lasciando fuori i numerosi paesi che si incontrano lungo la via, dunque molti cittadini continueranno ad usare la Pontina. Il progetto inoltre prevede di riversare l'enorme quantità di veicoli provenienti dalla Pontina e dalla A1 sulla Roma- Fiumicino, che già oggi è continuamente soggetta ad ingorghi. «Anziché costruire una nuova autostrada - suggerisce Angelo Bonelli, capogruppo Verde in Consiglio regionale - si potrebbe ampliare e mettere in sicurezza la Pontina». Un progetto per il quale l'Anas ha già elaborato alcuni studi. «Fare la Fiumicino-Formia - continua Veronesi, responsabile territorio e ambiente urbano di Legambiente Lazio - significa sprecare le poche risorse disponibili, mentre bisognerebbe riequilibrare i sistemi di trasporto: nel Lazio disponiamo di oltre 15.000 km di asfalto e soltanto 1.300 km di rete ferroviaria regionale». Bocciando senza appello il progetto, Verdi e ambientalisti promettono battaglia e accanto a loro si schiera anche il comune di Roma. «Per cominciare - spiega Bonelli - chiederemo la sospensione della Via poiché la valutazione di impatto ambientale è stata redatta senza aver sentito preventivamente gli enti di gestione delle aree protette, come invece prevede la normativa europea». Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste stanno cercando in questi giorni di organizzare mobilitazioni