Canneva: ampliamenti scoraggiati dall'equazione camera-posti auto «Difficile investire senza certezze E ancora non si vede l'incarico per cambiare la normativa» -------------------------------------------------------------------------------- PIETRASANTA. La corsa all'ampliamento dell'albergo sembra essersi arenata. Un'impressione, volgendo lo sguardo, in particolare a Marina, confermata dal presidente di categoria Alfonso Canneva. «Obiettivamente, in questo momento, persistono dei problemi che rendono questa opzione difficile da perseguire. Non ha senso investire denaro, parecchio denaro, quando poi non hai certezze in mano, ad esempio, sulla questione del rapporto camere-posto auto. Anzi le certezze le hai e, in questo momento, sono ancora penalizzanti per chi ha una struttura ricettiva». La storia è nota. Ogni albergatore che intende ampliare, anche minimamente, la ricettività della propria struttura, si trova costretto a realizzare un nuovo posto auto per ogni nuova camera. E questo, visto anche l'estensione delle proprietà delle stesse strutture, non sempre è fattibile, anzi, talvolta sembra proprio impossibile. Una normativa, quella dei parametri, che la categoria da tempo chiede di rivedere, «il nostro pensiero è noto e non voglio tornare sull'argomento e, soprattutto, non intendo fare polemiche», commenta Canneva. Normativa che la stessa amministrazione comunale, quanto meno a parole, ha dichiarato di voler correggere, dichiarandosi pronta a formalizzare l'incarico ad un esperto per la redazione del nuovo regolamento che dovrà, o dovrebbe essere, oggetto di approvazione. «Ma al momento, di questo incarico non sappiamo niente. Che dire? Aspettiamo. C'è stato un preciso impegno da parte del palazzo e, quindi, non ci resta che attendere fiduciosi». Anche perché gli albergatori cittadini vedono nel parametro un'auto-una camera, una norma assolutamente restrittiva, «applicata solamente dal comune di Pietrasanta», mentre le indicazioni delle altre amministrazioni sono decisamente più elastiche. Fra l'altro, l'escamotage del parcheggio scambiatore, che avrebbe dovuto accogliere le auto della clientela di decine e decine di alberghi, con ovvia soddisfazione dei parametri richiesti, si è incagliato da tempo in qualche iter burocratico di troppo. Una categoria con il broncio, quella degli albergatori; all'amministrazione Mallegni ha, infatti, chiesto, a suo tempo, non solo di rivedere il rapporto parcheggi-camere, ma anche la possibilità di realizzare volumi interrati con altezza minima a 3 metri, da poter adibire a sale riunioni, eventuali cucine, sale benessere e che ancora i volumi tecnici non siamo conteggiati nel volume complessivo dell'edificio. Richieste che, per il momento, non hanno ottenuto risposta definitiva. Senza poi dimenticare la guerriglia, a colpi di carte bollate, dichiarata da privati contro alcuni alberghi, oggetto di rialzamento, come la "Bitta", di Fiumetto; ricorsi che sembrano vogliano mettere in discussione un regolamento urbanistico da tempo già esecutivo, ma che in caso di sentenza a favore dei privati potrebbe innescare una serie di provvedimenti a cascata anche su altre strutture già rialzate ed ampliate