Roma - L' arte italiana ha catturato l'immaginario internazionale», dice Robin Woodhead, amministratore delegato di Sotheby's Europa e Sotheby's Asia. Per gli artisti italiani il 2003 è davvero un anno da ricordare. I dipìnti, le sculture della seconda metà del XX secolo venduti all'asta a Londra o a New York hanno raggiunto quotazioni simili a quelle degli inglesi o degli americani. Insomma la contemporaneità italiana non e più negletta o dimenticata dal mercato. Qualche esempio, Da Chrìstie's Cannone semovente di Pino Pascali è stato aggiudicato per oltre due milioni e duecentomila euro, da Sotheby's un Cavaliere di Marino Marini per due milioni e mezzo di euro, un Concetto Spaziale di Fontana ha sfiorato i due milioni di euro, un decollage di Mimmo Rotella ha superato i settecentomila euro. A questi vanno aggiunti Manzoni, Boetti, Cattelan... E' un elenco infinito ormai. Il perché? Robin Woodhead ammette che «l'arte contemporanea italiana è stata a lungo sottovalutata». Aggiunge però che il mercato è cambiato da quando le case d'asta internazionali hanno «cominciato ad effettuare vendite specializzate creando un pubblico molto più vasto. Ora artisti come Fontana, Boetti o Manzoni sono nelle collezioni di tutto il mondo, negli Stati Uniti, in Europa, in Sudamerica». Insomma c'è un vero interesse del collezionismo internazionale per l'arte contemporanea italiana. «Assolutamente sì, e questo interesse sta crescendo come confermano le nostre vendite. L'elenco degli acquirenti di opere di artisti contemporanei italiani è ora composto da personalità internazionali e da molti giovani collezionisti». Ci sono periodi artistici italiani che il mercato internazionale deve ancora riscoprire? «Certamente. Soprattutto l'Arte Povera degli anni Settanta. Pascali, Pistoletto o Paolini, suscitano grande interesse anche se fanno già parte delle collezioni più importanti. Ma in generale comincia a salire l'arte degli anni Settanta. Al contempo stanno aumentando i prezzi delle opere dei pittori contemporanei Questo eccezionale .interesse per l'arte italiana investe anche l'antico? «C'è sempre stato interesse per le opere antiche di alta qualità perché ormai non si vedono spesso sul mercato. Negli ultimi cinque anni però c'è stato un recupero dell'antico. Fino a cinque anni fa-non era così, i dipinti antichi erano meno costosi». Ma l'arte moderna e contemporanea supera i dipinti antichi? «Se consideriamo il valore indubbiamente le opere di arte moderna e contemporanea si vendono di più. Ma aggiudichiamo anche una notevole quantità di opere antiche che non vengono acquistate soltanto da istituzioni, ma anche da collezionisti privati di tutte le età. E questo, a nostro parere, è molto promettente». Questo avviene perché il mercato internazionale sta cambiando e stanno cambiando anche gli acquirenti? «Gli acquirenti cambiano continuamente. Abbiamo un gruppo a Londra che si chiama il nuovo club dei collezionisti ed è composto da 700 persone. Si tratta essenzialmente di giovani che cominciano a fare acquisti in ogni settore del mercato. La moda cambia, ci sono persone che diventano ricche sia perché hanno ereditato dei patrimoni sia perché li hanno accumulati rapidamente. Pertanto ci sono continuamente nuovi acquirenti». Chi sono i nuovi collezionisti? «In genere persone che provengono da famiglie di collezionisti e che hanno esperienza, o, ripeto, di persone che hanno accumulato fortune negli ultimi anni. Ma anche nuove istituzioni. In tutto il mondo sono nate fondazioni filantropiche per le arti e spesso queste sono acquirenti attivi di tutte le categorie arti-stiche, sia di arte contemporanea sia di antichità». Oggi il peso del mercato e del collezionismo statunitense è preponderante. Ma ci sono segnali di uno spostamento verso Oriente? E' la Cina il futuro? «La Cina continentale sta diventando un acquirente importante, però si concentra maggiormente sulle opere d'arte cinesi, II trenta per cento delle vendite di Sotheby's a Hong Kong sono da attribuire ad acquirenti che vivono nella Cina continentale. Ma è un dato destinato a cambiare. Nel mondo c'è un movimento costante. Faccio un esempio con la Russia. Negli ultimi cinque anni oltre l'ottanta per cento degli acquisti sul mercato russo sono effettuati da russi. Prima gli acquirenti erano principalmente europei ed americani. Un altro esempio è l'Asia, Ora che questi paesi stanno diventando più ricchi i dipinti vietnamiti stanno tornando in Vietnam dalla Francia, quelli filippini tornano nelle Filippine dalla Spagna e gli indonesiani tornano in Indonesia dall'Olanda. C'è un trasferimento costante di opere d'arte nel mondo che dipende principalmente dal successo economico di una determinata regione».
Il mercato scopre gli artisti italiani - Intervista all'amministratore delegato di Sotheby's
L'arte italiana contemporanea sta guadagnando popolarità internazionale, con artisti come Fontana, Boetti e Manzoni che sono nelle collezioni di tutto il mondo. Il mercato internazionale sta cambiando, con nuovi acquirenti come giovani collezionisti e fondazioni filantropiche che stanno acquistando opere d'arte contemporanea e antica. La Cina continentale sta diventando un acquirente importante, ma il mercato è in continua evoluzione, con trasferimenti di opere d'arte tra regioni e paesi. Il valore delle opere d'arte moderna e contemporanea supera quello degli antichi, ma le opere antiche continuano a essere acquistate da collezionisti privati e istituzioni.
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